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Gagliano: la storia del presepe in pietra della signora Rosellina foto

Realizzato con il cuore, "vorrei che fosse simbolo di rinascita per tutti"

La festività del Natale da occasione di apprezzare l’arte presepiale nelle sue particolarità storiche, religiose ed artistiche. Anche il web, a volte, può far scoprire delle realtà belle e interessanti ed è ciò che è accaduto con l’associazione “Gagliano nel tempo” che proprio in questo periodo ha posto in evidenza, sulla propria pagina online, un particolare presepe realizzato nel quartiere Gagliano di Catanzaro. Come è noto “Gagliano” è uno dei quartieri più antichi della città, situato nella parte nord/ovest, in cima ad una collina che un tempo era denominata “Petrusa”.

Qui la storia ha lasciato tracce importanti, con le sue stradine, le sue belle Chiese e importanti insediamenti rupestri che fanno presupporre la stanzialità di antichi popoli. Ed è proprio in zona “Petrusa” che nasce questo singolare presepe ad opera di una catanzarese “doc”, la signora Rosellina Cannistrà. Nel raccontare di questo presepe la signora Rosellina ha pienamente mostrato la grande passione e la costanza che lei dedica a questa sua peculiare opera e, più che aver ascoltato il divenire della sua realizzazione sembra quasi di aver seguito le fasi di una “bella storia”.

LA STORIA

La “storia” di questo presepe, infatti, parte dal 2017, quando la signora Cannistrà nelle vicinanze della propria casa in campagna, comincia a realizzarne una prima parte vicino ad un muretto di contenimento, il classico “muretto a secco” di una volta, realizzato in pietra. L’idea inizia con il voler dare una base all’opera dove poter sviluppare il contesto abitativo, nascono così le prime case, un po’ grezze all’inizio ma con il tempo sempre più perfezionate. Il materiale facilmente reperito in campagna, come piccole pietre di tufo per comporre le mura o i tetti delle case unite con maestria con il cemento, che la stessa signora prepara. Negli anni il presepe si estende sempre più, fino a raggiungere una lunghezza di 11/12 metri. Tante le particolarità che hanno continuatamente arricchito l’opera, con i negozietti dei lavoranti, i forni in attività con il pane nelle ceste, le massaie in giro o affacciate ai balconi, i fili dei panni stesi, i vari pozzi, le stalle dislocate in più punti, i vasai con il loro vasellame esposto, pastori, pecorelle e naturalmente la parte “clou”, con la stalla della “Sacra Famiglia” posta in evidenza. Tutto ciò è opera di una grande passione, che pian piano ha preso sempre più corpo. “Il presepe – afferma infatti la signora Rosellina – è stato realizzato veramente con il cuore. E’ anche un modo per allentare i problemi del quotidiano, ma certamente vorrei che in questo anno particolare, fosse un simbolo di “Rinascita” per tutti!”.

Un’opera che racchiude sicuramente tanto entusiasmo ed amore. L’intero contesto realizzato completamente in pietra, rimane fisso, addobbandolo di anno in anno nel periodo natalizio con le luci ed i pastori, questi ultimi tutti in resina ed acquistati nel tempo, vengono rinnovati allorquando un altro pezzetto di presepe si aggiunge allo scenario, come ad esempio nuove strade o il classico mercato con la frutta esposta o ancora la filatrice intenta nel suo lavoro. Il presepe si sviluppa su tre livelli, con piccoli “terrazzamenti” collegati fra loro da sentieri o stradine lastricate, realizzate sempre in pietra o in piccoli mattoni. Il lavoro minuzioso viene rifinito dalla signora con muschio o sassolini per nascondere qualcosa o per definirne meglio le singole parti. Verso sera quando tutte le luci del presepe vengono accese, l’atmosfera di quel piccolo “mondo” si ravviva ancor di più rimanendo rapiti da quel clima quasi fiabesco.

Il “presepe in pietra”, così al momento ribattezzato, è un mondo in miniatura, dove i pastori, se pur statici, sembrano quasi in movimento, intenti nella loro quotidianità tanto da far immergere chi lo ammira in una realtà  piena di calore e magia. L’arte della signora Cannistrà non solo ha ben espresso un profondo significato, ma si arricchisce di quel particolare amore che si collega a quello della propria città che, senza dubbio alcuno, non potrà che apprezzarne l’arte e l’impegno.