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Lo Stato le riconosce indennizzo come vittima del racket, lei per ringraziare offre 100 pizze gratis ai poveri

La storia a lieto fine (doppio) di un'imprenditrice di Catanzaro che domenica prossima si dedicherà ai più bisognosi tramite la Caritas parrocchiale di Santa Teresa

Vittima di minacce e richieste estorsive. Questo è stato il riconoscimento firmato dal  Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura per un’imprenditrice di Catanzaro, Matilde Talotta, titolare, insieme al marito, Antonio Grampone, di un’attività di ristorazione  e balneare in località Giovino nel quartiere marinaro della città.

La donna, assistita in tutte le vicende che hanno riguardato la distruzione del suo locale, il Lido Jonio, per ben due volte, dai legali Gerardo e Giuseppe Carvelli, si è vista riconoscere un indennizzo sia a ristoro del danno emergente, dovuto alla distruzione del lido, sia per il mancato guadagno nei mesi di chiusura.

Alla base della decisone firmata dal commissario straordinario Porzio, il rapporto della Prefettura di Catanzaro, trasmesso alla sede romana a luglio 2020.

Le motivazioni per il riconoscimento dell’indennizzo

Nella nota dell’ufficio di Governo vengono delineati tutti gli avvenimenti più importanti e le decisioni assunte dai giudici a sostegno della tesi degli avvocati dell’imprenditrice. L’incendio del 19 luglio 2017 che distrusse il locale, il nulla osta da parte della Procura di Catanzaro, datato 5 novembre 2019, con il quale, la stessa Procura, dichiarava l’unificazione dei due procedimenti inerenti gli episodi che avevano coinvolto il Lido Jonio, precisando che “le indagini preliminari si sono concluse con avviso ex 415 bis c.p. anche per il delitto di estorsione in concorso commesso ai danni di Matilde Talotta”.

Sulla base di questo rapporto l’imprenditrice catanzarese si è vista recapitare il decreto di indennizzo.

Il locale subì poi un secondo incendio proprio la notte dell’Epifania del 2018.

La decisione di veicolare un messaggio di solidarietà e legalità

Ma un lieto fine è ancor più lieto se può essere condiviso. Pur in un momento storico in cui la condivisione deve avvenire ad una distanza fisica di sicurezza.

E così il primo pensiero di Antonio e Matilde, che di mestiere hanno fatto sempre i ristoratori, è stato quello di dare un segnale, un gesto che potesse veicolare i principi della solidarietà e della legalità. Ed il gesto arriva tre anni dopo e  negli stessi giorni pù o meno in cui un  secondo incendio distrusse il locale.

Domenica prossima, 10 gennaio, il parroco della chiesa Santa Teresa del Gesù, don Ivan Rauti, riceverà da Antonio e Matilde cento pizze, impastate appositamente da un pizzaiolo napoletano che arriverà nei prossimi giorni a Catanzaro, da distribuire, tramite la Caritas parrocchiale, alle famiglie più bisognose della zona. “Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior” cantava Fabrizio De Andrè nel 1967.

E se letame era quello che chi ha distrutto il locale tentava di buttare sull’attività che dà da mangiare a più famiglie, oltre a quella del titolare, alla fine da lì è spuntato il fiore più bello, quello della generosità e della condivisione.

(nella foto d’archivio l’incendio dell’estate 2017 che distrusse il Lido Jonio in località Giovino nel quartiere marinaro del capoluogo)