False diagnosi e accessi irregolari in Ginecologia: richiesta rinvio a giudizio per sei medici ( I NOMI)

Andranno davanti al giudice il prossimo 10 marzo

Abuso di ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa: sono queste le accuse che la Procura di Catanzaro, guidato dal dottor Nicola Gratteri rivolge, a vario titolo e con capi d’imputazione differenti, a sei medici del reparto di Ginecologia dell’ospedale Pugliese – Ciaccio di Catanzaro.  Per loro è stato richiesto il rinvio a giudizio e dovranno presentarsi davanti al giudice il prossimo 10 marzo.

I NOMI

Fulvio Zullo, 60 anni, residente a Napoli, difeso dagli avvocati Amedeo Bianco e Vincenzo Maiello; Roberto Noia, 50 anni, di Cosenza, difeso dagli avvocati Amedeo Bianco e Giovanni Merante; Andrea Gregorio Cosco, 59 anni di Catanzaro, difeso dall’avvocato Danilo Iannello; Menotti Pullano, 65 anni, di Catanzaro, difeso dall’avvocato Anselmo Mancuso; Saverio Miceli 62 anni di Catanzaro, difeso dagli avvocati Vincenzo Ioppoli e Francesco Miceli e Roberta Venturella, 36 anni, di Settingiano, difesa dall’avvocato Francesco Iacopino.

Secondo l’indagine guidata dal pm Chiara Bonfadini, i medici avrebbero attestato false diagnosi tradotti in decine di piani terapeutici procurando un danno all’azienda ospedaliera.