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“Non ci sono motivi validi per non far svolgere a Catanzaro l’inaugurazione dell’anno giudiziario”

Lo scrive su Facebook Aldo Ventrici presidente dell'associazione Osservatorio del Decoro Urbano.

Non ci sono motivi validi che possano giustificare la decisione che, il prossimo 30 gennaio 2021, la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2021 si tenga al di fuori della sua sede naturale di Catanzaro. Lo scrive su Facebook Aldo Ventrici presidente dell’associazione Osservatorio del Decoro Urbano.
Appare evidente come il dirottamento della Cerimonia nell’aula bunker di Lamezia Terme sia frutto di valutazioni semplicistiche, ingiustificate e irriguardose nei confronti della città capoluogo di regione.

Quand’anche, infatti, si volesse ritenere che l’aula magna della Corte di Appello nello storico palazzo di Giustizia di Catanzaro sia inadatta, per i circa 60 minuti di durata della Cerimonia, ad assicurare il distanziamento interpersonale e ad evitare assembramenti negli accessi dei soli “protagonisti istituzionali” invitati a partecipare – ipotesi davvero singolare – non sfugge a nessuno che prima di decidere lo spostamento in altro Comune dovessero essere valutate attentamente le soluzioni che potessero permettere la celebrazione della Cerimonia nel centro cittadino.

A Catanzaro, infatti, esistono almeno tre strutture in grado di ospitare l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2021 in piena sicurezza e nel rispetto delle misure di cautela previste per contrastare la situazione epidemiologica in atto che prevedono il controllo della temperatura corporea, la sanificazione delle mani e posti a sedere vincolabili a distanza di m. 1,20 in tutte le proiezioni dell’occupante: l’auditorium “Aldo Casalinuovo”, capace di 600 posti a sedere e dotato di sofisticati impianti tecnologici per ospitare congressi, conferenze, concerti e rappresentazioni teatrali; i due teatri cittadini, il “Politeama” e il “Comunale”, entrambi con una platea di circa 400 posti a sedere, con palcoscenici di grande superficie, con accessi plurimi.