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Scomparsa dell’ex sindaco e intellettuale Cesare Mulè. Tante le manifestazioni di cordoglio in città

Tra le altre le condoglianze dell'ex parlamentare Tassone il dottore Bagetta il Movimento Cristiano Lavoratori

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“Senza Cesare Mulè perdiamo uno dei nostri punti di riferimento, una memoria storica della città di Catanzaro, che ha amato fino all’ultimo istante, un faro per il nostro lavoro incentrato sulla necessità di rafforzare le radici della comunità”. È il commento della commissione comunale Toponomastica, presieduta dall’assessore ai Servizi demografici Alessandra Lobello, sulla scomparsa dello storico e uomo politico del capoluogo. La commissione ha espresso un “profondo dolore” e inviato le condoglianze alla famiglia. Mulè è stato per decenni uno dei più importanti componenti della commissione. Condoglianze anche da parte del responsabile dell’ufficio Toponomastica del Comune Sergio Viapiana. E’ il commento della Commissione comunale Toponomastica del Comune dopo la scomparsa di Mulè.

“Il Movimento Cristiano Lavoratori piange la scomparsa dell’amico Cesare Mulè tra i fondatori del Movimento a livello nazionale allorquando fu operata la dolorosa scissione dalle Acli, continuando con coerenza e coraggio la scelta della sequela alla Dottrina Sociale della Chiesa. Cesare Mulè, innamorato della sua Catanzaro, di cui rimane ancora l’amato sindaco e della Calabria, storico, scrittore e letterato ha dimostrato nel corso della sua vita come l’impegno e la coerenza possono essere d’esempio per le generazioni future. Lascia in noi un vuoto incolmabile, ma anche una grande eredità e un patrimonio di testimonianza cui continueremo ad attingere. Ci stringiamo al cordoglio della sua famiglia e gli porgiamo oggi l’ultimo saluto, con l’impegno di continuare la sua opera di testimone credente e credibile. A Dio Cesare!” E’ quanto comunica tramite una nota Vincenzo Massara, presidente regionale Movimento Cristiano Lavoratori.

Un forte abbraccio alla famiglia Mulè – Miceli per la scomparsa di Cesare, un altro testimone di un epoca migliore di quella che viviamo.
La Scuola di Teatro e la Cooperativa Edizione Straordinaria ricorda perfettamente che è grazie a uomini come Cesare Mulè ed Enzo Corea che oggi si riesce a fare teatro; sono stati pionieri di una didattica teatrale che ha lasciato un’eredità difficile da portare avanti, ma preziosissima. Scrive Salvo Corea – (scuola di teatro Enzo Corea).

È scomparso Cesare Mule’ che tra gli anni 50-60 fu dirigente del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana di Catanzaro. Erano gli anni in cui nasceva una giovane classe dirigente che avrebbe avuto ruoli importanti nel Partito e nelle istituzioni. Giovani come Carmelino Puija,Elio Tiriolo ,Roberto Cheli si formava con sacrifici e un impegno alimentato da grande passione.I giovani d.c. furono ,con il loro slancio, una realtà importante nel disegno degasperiano. Cesare Mule’ era un idealista, un sognatore riferimento di tanti spiriti liberi desiderosi di portare avanti grandi progetti refrattari a subire le angustie di visioni senza respiro. Mule’ fu giovanissimo V.segretario provinciale della D.C.di Catanzaro apprezzato assessore provinciale e sindaco di Catanzaro. Ricordo una esperienza vissuta con Cesarino, nel 1960, quando io dirigente del Centro Turistico Giovanile (opera della Gioventù Italiana di Azione Cattolica) dovendo celebrare il decennale della fondazione gli chiesi aiuto. Fu entusiasta e mise a disposizione le strutture di Serra S.Bruno ,il suo collegio elettorale di consigliere provinciale.Andò tutto bene grazie alla sua disponibilità e di tanti suoi amici come lo scrittore Sarho Gambino. La scomparsa di un amico caro porta via un pezzo di storia. È vero in parte perché nel ricordarlo,quella storia ed esperienze rivivono illuminando un oggi dove prevalgono apatia,disagio,stanchezza. Parlare di Cesare Mule’ politico ma anche storico e letterato si ritrova il senso di una passione civica che oggi scompare nel naufragio degli ideali . Così l’ex parlamentare Mario Tassone

“La famiglia, gli amici e i conoscenti  – scrive Guido Rhodio ex presidente della Regione ed ex sindaco di Squillace  sanno l’amarezza e la commozione con cui, appurando la sua dipartita, accetto la separazione fisica da Cesare Mulè, con il quale fin dai primi passi mi sono accompagnato nella vita politica e in quella culturale della nostra regione.
Cesare è stato sempre un protagonista e un fervente attore negli scenari che hanno dischiuso, in Calabria e a Catanzaro, negli ultimi ottanta anni, la vita democratica del dopoguerra e soprattutto il filone culturale con cui vi ha partecipato, con ammirevole fedeltà, compostezza e umiltà, anche con lungimirante visione dei problemi e dei loro sbocchi; sempre in aderenza ai valori democratici e all’ispirazione cristiana.

“Cesare Mulè, anche in politica, infatti, “ragionava”, non rumoreggiava, non faceva chiassate e sceneggiate; non contava i numeri o le truppe, ma, ossequiente al metodo di Moro, andava alla sostanza delle questioni, le analizzava e ne proponeva le soluzioni, libero sempre da interessi personali o consorterie devianti.

Eppure era e fu giovane e uomo di grande intuizione e sensibilità politica, ricoprendo fin da giovanissimo ruoli organizzativi nel partito e nelle sue battaglie democratiche e civili, come quelle intraprese per i contadini e nelle azioni del sindacato agricolo, e poi nella Spes (Servizio propaganda della Dc) e nella vita pubblica, come amministratore provinciale e poi sindaco di Catanzaro dal 1978 al 1980, successore del “colosso” senatore Fausto Bisantis.

Scelse e privilegiò costantemente la linea dell’apporto culturale – una scelta spesso ostica per gli arrembaggi politici – e fu mentore e principale riferimento per essa, divenendo ricercatore e scrittore insostituibile della storia del nostro territorio con saggi e libri apprezzatissimi, dei quali ricordo, tra quelli che mi sono più cari, “Scyllacium prima urbium Bruttiorum” (Ed. Ursini), e soprattutto quello dedicato ai primordi del partito dei cattolici, “Democrazia Cristiana in Calabria, 1943-1949”.

Mi stringo in questo momento dolorosissimo, con affetto e amicizia rinnovati, alla inseparabile signora, mia cara collega di studi e di insegnamento, e a tutta la sua famiglia”.

“Io ero là”. Mai potrò dimenticare questa frase, anzi, questo grido orgoglioso di un Garibaldino che a Quarto non c’ era mai stato, ovviamente, per semplici motivi di anagrafe. Era il 2007, anno del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.
Io, che nella vita mi sono occupato di ben altre cose, ho sempre avuto una passione ed un amore particolare per la Storia ed in particolar modo per la Storia del Risorgimento vista dalla parte dei vinti. Grazie al Rotary Club organizzo un convegno su …U zi Peppi.
Come puoi farlo questo incontro se non inviti una delle personalità più autorevoli della cultura storica cittadina?
Ho avuto la fortuna di avere come collega suo genero. Chiedo al mio collega di mettermi in contatto con suo suocero: il Prof.: Cesare Mule’.
Tutto avrei potuto immaginare ma di certo non che mi accogliesse e, soprattutto, che mi considerasse degno di partecipare ad un convegno che trattava di Storia ed organizzato da un illustre sconosciuto come me nell’ ambito del revisionismo storico.
Cesare Mule’ si oppone gagliardamente alla mia introduzione ovviamente tutta finalizzata a sminuire la figura di Garibaldi e dei Savoia, litiga aspramente con l’ altro storico, Ulderico Nistico’ che io, per dovere di equilibrio, avevo invitato perché sostenesse le mie tesi a favore di una verità storica vista dalla parte di chi aveva perso in quel lontano 1860. Ne venne fuori una meravigliosa ed indimenticabile serata. Un evento fantastico di cui mi resta nella mente un giovane con la camicia rossa:Cesare Mule’, 13 anni fa ma, per quello che ne so, quella sera, un giovane Garibaldino. Onore a te, Professore. Dottor Nicola Bagetta

Con la morte di Cesare Mulé scompare un impareggiabile promotore culturale, che ha donato generosamente un insostituibile contributo d’amore per la nostra terra. Mulé, componente nazionale del Sindacato Libero Scrittori Italiani, ha speso la sua vita alla scoperta di poeti, scrittori, pittori, scultori, storici, musicisti, attori, registi; artisti di ogni campo. Ha valorizzato tutti quelli che lo hanno incontrato sulla sua lunga strada di impegno culturale e sociale. L’intera Calabria, soprattutto ora, deve dare segni concreti di gratitudine verso la sua opera straordinaria andata avanti per tutta la vita. Luigi Stanizzi V.Presidente Sindacato Libero Scrittori Italiani sez. Calabria

Ho un bel ricordo di Cesare Mulè;ho conosciuto la Calabria (borghi e luoghi più impensabili) andando di qua e di la con la mia auto(non guidava).Ero entusiasta di nostro girovagare ,nel fermarci nelle belle trattorie (bettole) della nostra terra.”La morte non vuole gli stupidi” da Cechov. Giancarlo Spadanuda

Verso la fine degli anni ’80 del secolo scorso, ebbi la ventura di far parte del comitato esecutivo dell’Azienda di Promozione Turistica (APT) di Catanzaro (introdotta con legge 217/’83) presieduta da Cesare Mulé (che rappresentava le Proloco della vecchia Provincia di CZ, Kr e VV). L’ente strumentale regionale aveva il compito di realizzare il superamento degli EPT, con l’elaborazione di un progetto di promozione turistica e culturale degli Enti Intermedi. La differenza politica tra comunisti e democristiani era ancora sentita e condizionante, pur alla vigilia del compromesso storico; ma rimaneva intatto  il rispetto per l’”altro”. In una delle tante sedute per l’elaborazione del Piano, accompagnato dalle benevoli polemiche sull’origine della città di Catanzaro, ebbi il privilegio di raccogliere una profonda confidenza di Cesare sulla morte come rito di passaggio e sul suo pensiero che condiziona la vita e la cultura dell’uomo moderno. “L’uomo ha consapevolezza della morte e vive l’angoscia della finitudine; la religione ci viene in soccorso”, volle sottolineare. Caro Cesare, sono sicuro che hai saputo affrontare quest’ultimo passaggio con la stessa consapevolezza e la profondità che hanno caratterizzato la tua vita di storico e di uomo delle istituzioni pubbliche. La vecchia nostra diatriba culturale e politica, però,  rimane monca. Addio, di cuore.

Marcello Barberio, già presidente della vecchia Provincia di Catanzaro

“Apprendo a Roma che l’amico Cesare Mulé, protagonista di tante battaglie democratiche a favore del Mezzogiorno, è morto. Democristiani entrambi, sono stato con lui per un breve periodo consigliere comunale nel Capoluogo di Regione, città che l’aveva accolto ragazzo e di cui apprezzava la civiltà e la mitezza”. Lo afferma, in una dichiarazione, Agazio Loiero, ex ministro ed ex presidente della Regione. “Cesare – aggiunge Loiero – era un personaggio colto, uno storico, studioso appassionato della Dc, di cui spesso evocava i mitici tempi della ricostruzione. Aveva la sua età ma procura sempre un grande dispiacere l’addio da questa terra di una persona di qualità, alla quale si è legati da un tempo lontano. Riposa in pace, amico mio”.

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