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Riparato dalla Sorical il tratto di acquedotto sul fiume Alli ma la rete idrica resta colabrodo foto

Ancora qualche ora per il ritorno alla normalità. Ma tutta la rete, più volte rabberciata, che avrebbe necessità di completo rifacimento

La squadra di intervento della Sorical ha provveduto proprio in questi minuti alla saldatura del tratto di condotta la cui rottura nel tratto di fondo valle dell’Alli ha causato per tutta il giorno la mancanza d’acqua nelle utenze di molta parte di Catanzaro, quella servita dall’impianto di Santa Domenica, e dei comuni di Simeri Crichi, Sellia Marina e Cropani. Ci vorrà ancora qualche ora prima che l’acqua ritorni a fluire dai rubinetti domestici, poiché l’immissione nella condotta deve essere per forza di cose graduale per non provocare ulteriori danni dovuti a una elevata pressione idraulica. Così come l’effettivo ritorno alla normalità dipende dallo stato di riempimento dei serbatoi comunali, che, qualora svuotati in precedenza, potrebbero faticare un po’ di più prima di raggiungere la pressione necessaria a pompare acqua ai livelli più alti.

È molto probabile che la perdita di continuità delle strutture idrauliche sia stata causata da uno smottamento del terreno in seguito delle abbondanti piogge degli ultimi due giorni. Un’evenienza, purtroppo, frequente, che causa i relativi disservizi nell’erogazione di acqua nei tratti urbani della rete idrica.
Sono inconvenienti che i cittadini di Catanzaro conoscono ormai molto bene, rientrando nelle cose che mettono in conto, anche se non usufruiscono di alcun ristoro nella tariffazione per i disagi patiti. Anzi.

C’è da dire che il guaio è distribuito uniformemente in tutta la Calabria, essendo le reti idrauliche intercomunali, le condotte principali che portano l’acqua dalle vasche di riempimento ai serbatoi, di età ormai veneranda, risalendo in gran parte alla mitica Cassa del Mezzogiorno, mai tanto vituperata eppure mai come adesso rimpianta. In uno Stato normale, e in una Regione normale, le vecchie condutture avrebbero già dovute essere sostituite dalle nuove. E, se i progetti in tale direzione non mancano, certo è mancata la capacità tutta politica di portarli a termine. Una occasione sarebbe stato il Recovery Plan in via di approvazione, ma, per quel che si legge, non se ne rinviene traccia nella bozza finale.

Per Catanzaro, in sovrappiù, c’è l’annosa questione del tratto di adduzione dalle vasche di Magisano agli impianti di potabilizzazione, segnatamente quello di Santa Domenica. Un tratto lungo circa quindici chilometri in perenne stato di incertezza statica e strutturale, la cui corsa parallela all’alveo del fiume Alli e l’interramento in zona cedevole lo fanno spesso salire agli orrori della cronaca, come è successo in particolare nei due episodi monstre di novembre 2013 e ottobre 2017, quando per diversi giorni non ci fu acqua per tutti se non attraverso l’uso, e in qualche caso l’abuso, di autobotti.

Dalla Sorical, la società che ha in gestione la rete di distribuzione del prezioso liquido – e che forse per questo si trova in discreto agio nell’essere dal 2012 in liquidazione – dicono che il tratto di fondo valle, più volte rabberciato e sistemato, presenta allo stato attuale problemi seri in due o tre punti, oggetto di continuo monitoraggio. Per avere una visione più ottimistica del futuro prossimo, occorre che trovino giusta corrispondenza le attività di Sorical, perlomeno fin quando rimarrà in attività, e della Provincia di Catanzaro, che dovrebbe avviare i lavori di messa in sicurezza della strada provinciale 25 allontanandola dal lato destro del fiume e dalla tratta idrica. Per quanto riguarda Sorical, continuano i lavori di consolidamento delle pareti rocciose a valle delle vasche di demodulazione di Magisano, finanziati dalla Regione, iniziati a settembre 2020, in quasi contemporaneità con altri due interventi di riposizionamento a protezione della condotta a rischio in caso di aumento della portata dei fiume. /continua