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Basso Profilo, c’erano talpe tra le forze dell’ordine che informavano i clan

Il luogotenente in pensione forniva notizie sullo stato dell'indagine denominata "Borderland"

C’erano “talpe” tra le forze dell’ordine che permettevano ai componenti del cartello criminale sgominato dalla Dia e dalla Dda di Catanzaro di ottenere informazioni sulle operazioni di polizia Una vera e prooria rete di fonti e connivenze entro la quale spicca il ruolo di un luogotenente della Guardia di Finanza, oggi in pensione, raggiunto da una misura cautelare. Con la sua condotta, finalizzata ad ottenere uno stipendio fisso tramite l’assunzione del figlio in una società costituita ad hoc dall’imprenditore Antonio Gallo in Albania, forniva notizie sullo stato dell’indagine denominata “Borderland”, avvicinando i colleghi delegati alle indagini.

Il militare, secondo l’accusa, era a conoscenza dei legami di Gallo con la ‘ndrangheta. Un ruolo avrebbero avuto due politici catanzaresi, Tommaso Brutto e il figlio Saverio, l’uno consigliere di minoranza del Comune di Catanzaro, l’altro assessore del Comune di Simeri Crichi (Cz), i quali avrebbero messo il luogotenente in contatto con l’imprenditore delle cosche, attraverso promesse di “entrature” da realizzare con il contributo del segretario regionale dell’Udc, Franco Talarico, oggi assessore al bilancio della Regione Calabria che, a sua volta, avrebbe coinvolto politici nazionali.