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Operazione “Basso profilo”: Interdittiva per il notaio Guglielmo. Domiciliari per l’assessore Talarico

I reati contestati sono riciclaggio, turbativa d'asta, intestazione fittizia di beni ed associazione mafiosa. Movimenti illeciti di denaro per 300 milioni

È in corso su tutto il territorio nazionale un’operazione contro la ‘ndrangheta, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, denominata “Basso profilo“, che vede impegnati duecento donne e uomini della Direzione Investigativa Antimafia e centosettanta unità tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza con il supporto di quattro unità cinofile e un elicottero. L’operazione si estende da Catanzaro sino al crotonese.

franco talaricoL'assessore Francesco Talarico

Gli indagati sono 49; tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, vi sono molto “molti” colletti bianchi di Catanzaro e provincia: noti professionisti, funzionari ed imprenditori della città e della provincia, oltre politici regionali e nazionali. Coinvolto il notaio Rocco Guglielmo – per il quale è stata emessa un’interdittiva dall’esercizio della professione per un anno e divieto di dimora   e l’assessore regionale Francesco Talarico agli arresti domiciliari, arresti domiciliari anche per l’imprenditrice Glenda Giglio. In manette anche, un finanziere in pensione, Ercole D’alessandro, ed indagato un ufficiale dei carabinieri. Coinvolto, anche, l’ex consigliere comunale Tomasso Brutto e il figlio Saverio. Ed anche Francesco Mantella, direttore del Consorzio di bonifica Catanzarese.

I reati contestati sono riciclaggio, turbativa d’asta, intestazione fittizia di beni ed associazione mafiosa. Nel provvedimento è contemplato, anche, il divieto per gli indagati di conferire con i propri avvocati per cinque giorni.

La movimentazione illecita di denaro per un valore di oltre trecento milioni di euro è stata accertata nel corso dell’indagine “Basso profilo” contro la ndrangheta che stamani ha portato a numerosi arresti.  Oltre alle misure cautelari, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto l’esecuzione di numerosi sequestri di beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali per un valore che è stato definito “ingente”.

 Tredici persone sono state arrestate e portate in carcere e 35 ai domiciliari nel corso dell’operazione “Basso profilo” coordinata dalla Dda di Catanzaro e  scattata all’alba.   L’operazione condotta da personale della Dia, congiuntamente con quello della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di finanza, coinvolge i maggiori esponenti delle ‘ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come “Bonaventura” “Aracri”, “Arena” e “Grande Aracri”, nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi, secondo l’accusa, con le organizzazioni criminali.

Lorenzo Cesa (Udc) conferma di avere “ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017” e spiega: “Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla Procura competente”. “Come sempre – assicura – ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese – annuncia – rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale, con effetto immediato”. C’è da dire che è associazione per delinquere semplice (e non concorso esterno in associazione mafiosa come si era appreso in un primo momento da fonti investigative) il reato  contestato a Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, nell’ambito dell’operazione “Basso profilo” coordinata dalla Dda di Catanzaro. La precisazione è stata fatta nel corso della conferenza stampa degli inquirenti svoltasi nella sede della Corte d’Appello del capoluogo calabrese.

La conferenza stampa. I dettagli sono stati resi noti nel corso della conferenza stampa svoltasi,  nella sede della Corte d’Appello, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e del Direttore della Dia, Maurizio Vallone. 

Le misure. Cinquanta i destinatari del provvedimento cautelare; 47 i destinatari del provvedimento di sequestro; 60 perquisizioni, 59 società sequestrate, 29 autoveicoli sequestrati; 77 conti correnti sequestrati; 24 carte ricaricabili; 1 natante; sequestrati oggetti preziosi, come orologi rolex, un lingotto d’oro, 80 milioni di euro quale valore di immobili sequestrati.

I numeri. Personale della Dia impiegato: 200 unità; Guardia di finanza 60; Polizia di Stato 60; Carabinieri 60; unità cinofile antidroga 2; unità cinofila esplosivo 1; unità cinofile cash dog 1.

Le intercettazioni. 161.195 dialoghi intercettati in modalità telefonica; 105.370 dialoghi intercettati in modalità ambientale; dichiarazioni di 7 collaboratori di giustizia. Le indagini bancarie e gli accertamenti patrimoniali: 1800 conti correnti esaminati; 388mila operazioni bancarie ricostruite: giro d’affari per 250milioni di euro; prelievi contati per 22 milioni di euro; 159 società fruitrici di fatture per operazioni inesistenti; 86 società cartiere emittenti false fatture; analizzate 276 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.

 

 

La conferenza stampa