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Il Tar dà ragione al Sant’Anna Hospital. La soddisfazione dei capigruppo di maggioranza

"Con la sospensiva i giudici amministrativi regionali hanno riconosciuto l’importanza della struttura nell’intero sistema sanitario calabrese"

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“Abbiamo accolto con estrema soddisfazione la sospensiva con cui il Tar Calabria ha dato ragione alle tesi presentate a propria tutela dal Sant’Anna hospital. È l’ennesima battaglia vinta, nel giro di poco più di un mese, da una struttura d’eccellenza che non può assolutamente chiudere. Ed è la dimostrazione che sono stati giustissimi gli atti voluti dal sindaco Sergio Abramo e dall’intero Consiglio comunale che solo qualche settimana fa, in una riunione fortemente voluta dal presidente Marco Polimeni e dalla conferenza dei capigruppo, ha votato all’unanimità una significativa mozione sulla vicenda, inviata subito dopo al presidente del Consiglio dei ministri e al titolare del dicastero alla Salute”.

E’ quanto affermano in una nota i capigruppo di maggioranza Giuseppe Pisano (Catanzaro con Abramo), Andrea Amendola (Obiettivo Comune), Lorenzo Costa (Officine del sud), Roberta Gallo (Forza Italia), Ezio Praticò (Catanzaro da vivere).

“Anche se le determinazioni nel merito  – si legge – verranno prese solo fra qualche mese, con la sospensiva i giudici amministrativi regionali hanno di fatto riconosciuto l’importanza del Sant’Anna nell’intero sistema sanitario calabrese. Ne hanno ribadito la correttezza amministrativa nelle procedure di accreditamento e, soprattutto, hanno rafforzato la speranza di 300 lavoratori e delle loro famiglie, oltre che dei tanti pazienti che in quella clinica sono stati e devono essere curati. Congratulandoci con il management del Sant’Anna, presieduto da Gianni Parisi, e con chi ne ha tutelato le legittime prerogative dal punto di vista legale, l’avvocato Alfredo Gualtieri, ora aspettiamo con fiducia che la Regione e la struttura commissariale chiudano una volta per tutte il triste teatrino andato in scena anche in questi giorni, con la forzata consegna di tonnellate di documenti, e procedano con l’accreditamento e l’erogazione dei finanziamenti dovuti. È il minimo che possano fare per rispondere, con la buona amministrazione, a quei medici e professionisti che negli anni hanno saputo essere esempi concreti di buona sanità”.

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