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Si riapre: boccata d’ossigeno per bar, ristoranti e pub

Da oggi si entra in zona gialla e a cambiare è la possibilità di poter consumare un pasto o anche solo un caffè all’interno dei locali sino alle ore 18

Dopo la breve parentesi pre-natalizia, da oggi si torna in zona gialla. Per i ristoratori ed i gestori di bar, pub e gelaterie è la giornata della riapertura. Certo, fino alle ore 18, ma è già tanto per una delle categorie più penalizzate dalle restrizioni anti-covid nel corso di quasi un anno dal primo lockdown.

tower

Nel centro cittadino i locali hanno ripreso a ricevere i clienti. Alessio Rotella, titolare del “Tower Pub”, già delle prime ore dalla riapertura ha potuto finalmente riaccendere i fornelli per servire le pietanze ai tavoli: «Sono stati mesi duri – afferma – perché ci siamo dovuti reinventare prima con il servizio a domicilio, poi con l’asporto. Le spese ci sono e ci sono state, non abbiamo avuto sconti e lo Stato ci ha dato quasi zero. Siamo felici però adesso di poter riaprire e far ritornare “a casa” i nostri clienti. Sfortunatamente noi siamo stati la categoria che ha subito di più sia in termini economici che morali. Si spera si possa tornare a breve ad un minimo di normalità».

In questi mesi, i clienti delle attività di ristorazione non hanno fatto mancare la loro vicinanza ordinando a domicilio i piatti preferiti, ma l’emozione di rivedere il proprio locale finalmente “vivo”, animato da persone, voci e musica avrà finalmente regalato un piccolo, ma ancora timido sorriso a tutti i ristoratori della città. Per poter ripartire al 100 per cento, bisognerà ancora aspettare. Gli introiti della sera sono certamente molto più cospicui rispetto a quelli che un pub, ad esempio, riesce a raggiungere all’ora di pranzo.

Ad ogni modo si riparte: «Finalmente una boccata d’ossigeno – dice il titolare del “Tower Pub”– perché possiamo far sedere le persone al tavolo e riusciamo ad offrire un servizio completo. Sino ad ora abbiamo lavorato con una percentuale molto bassa sia di introiti che di lavoro vero e proprio. Questo finalmente deriva dal fatto che ci auguriamo di poter avere una continuità. Per il resto siamo nelle mani dello Stato, ma anche dei cittadini che devono osservare tutte le regole che ormai conosciamo da quasi un anno e quindi confidiamo nel contributo di tutti per garantire la massima sicurezza».

Con il solo pranzo si lavora al 30 per cento

 Anche per Antonio Alfieri, titolare del “Tortuga Pub”, nel quartiere marinaro, questa giornata restituisce una parvenza di normalità: «Se ragioniamo con il cuore – ha detto Alfieri – siamo felici perché finalmente vediamo nuovamente il nostro locale animarsi, ma da imprenditore se devo ragionare con il portafoglio è chiaro che per noi, per il mondo della ristorazione, i guadagni sono solo al 30 per cento rispetto a quello che si può ottenere la sera. Ci rendiamo conto di non poter avere le stesse possibilità di prima, però se solo potessimo fare gli stessi coperti che facciamo a pranzo anche la sera, con le stesse regole, sarebbe già un sollievo per noi».

 Coprifuoco e spostamenti

Per quanto riguarda gli spostamenti, con la zona gialla è possibile uscire dal proprio comune senza autocertificazione, ma sino al prossimo 15 febbraio sussiste il divieto di spostamento tra regioni diverse, indipendentemente dal loro colore, salvo motivazioni di lavoro, salute e necessità autocertificate. Anche il coprifuoco resta in vigore in zona gialla con divieto di spostamenti senza motivazione consentita, dalle ore 22 alle ore 5 del mattino seguente.