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La campagna elettorale del 2017 tra “sistemate mia figlia” e “bitumate quelle strade”. E gli omissis fanno pensare

I veleni, i pettegolezzi, i favori, il ruolo degli imprenditori e i legami spregiudicati utili ad accaparrarsi fino all'ultimo voto a qualunque costo

“Le conversazioni che seguono spiegano i rapporti tra le diverse correnti politiche di Catanzaro, i dissapori e le alleanze che si delineano, nonché i settori di interesse (omissis), catalizzatore di voti, fonte di consenso a cui vogliono abbeverarsi molti candidati. E ancora a proposito di Tommaso Brutto gli investigatori scrivono, “Braccio destro di (omissis) vero e proprio terminale delle sue scelte, si presta ad ingerire verso appartenenti alla Polizia Municipale di Catanzaro”.

Sono quasi tutte di questo tenore le note a margine delle intercettazioni allegate all’ordinanza dell’inchiesta Basso Profilo, coordinata dalla Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri e condotta nelle scorse settimane dagli uomini della Dia.

Quegli “omissis” che dicono più di quanto c’è scritto oggi nelle pagine

Ma più del non scritto, nelle 134 pagine di aggiornamento dell’iscrizione Modello 21 a carico di Tommaso Brutto, firmate dal sostituto procuratore Domenico Guarascio nel 2017, pesano e fanno pensare, quand’anche non tremare, gli “omissis”, pagine bianche o nomi cancellati. Sbianchettature dietro le quali potrebbe celarsi un sistema politico, imprenditoriale, affaristico parallelo a quello legale e che va bel oltre ciò che oggi è già cronaca.

Il “tengo famiglia” e i voti che si spostano in cambio di un “contrattino”

Nella campagna elettorale del 2017 c’è spazio anche per  il non trascurabile e ormai collaudato sistema del “tengo famiglia” (in alternativa c’è anche tengo una famiglia amica da sistemare”) che fa sì che i voti possano essere spostati  da una parte all’altra.

Un ex assessore comunale è disposto, in cambio di un lavoro per la figlia, a portare una presunta lista di candidati che farebbe capo a lui, da una coalizione ad un’altra. Tommaso Brutto chiede per il figlio un posto di lavoro che valga più di uno da novecento euro al mese, anche se il congiunto, per sua stessa ammissione qualche lacuna culturale la possiede. Poi c’è una bravissima OO.SS da sistemare possibilmente in una casa di cura privata.

Le pressioni per velocizzare i permessi e le cartelle esattoriali da far andare in prescrizione

A questo si aggiungono, permessi per occupazione di suolo pubblico da velocizzare, cartelle esattoriali da far arrivare oltre il termine ultimo per la riscossione al fine di far intervenire la prescrizione .

La campagna elettorale tra veleni, pettegolezzi pubblici sostegni e private offese

Ma gran parte dell’informativa, nello specifico, è occupata dai veleni, da affermazioni che sono poco più che pettegolezzi pesanti, pubblici sostegni e coltellate alle spalle.  Tommaso Brutto parla prima con un interlocutore criticando il comportamento di un ex esponente di Palazzo De Nobili iscritto al suo stesso partito. Ma lo stesso interlocutore con cui prima Brutto si intratteneva diventa “tordone” in una conversazione e delinquente in un’altra.   L’ex consigliere comunale, oggi agli arresti domiciliari  perchè indagato nell’inchiesta Basso Profilo,  si adopera con Ercole d’Alessandro, all’epoca dei fatti ancora in servizio come luogotenente della Guardia di Finanza, anche lui in regime  di arresto nell’ambito della stessa inchiesta,  affinchè si infittiscano le indagini su alcuni colleghi/avversari politici.

Il ruolo degli imprenditori che scaricano e sostengono a seconda dei loro interessi eil finto sostegno a Sergio Abramo

Un ruolo non secondario lo giocano gli imprenditori,  quelli che assicurano pacchetti di voti a seconda delle simpatie e delle utilità del momento. E che “scaricano” uno per sostenere un altro che “offra” maggiori garanzie.

E se il centrodestra, ufficialmente è impegnato in quel periodo per la rielezione di Sergio Abramo, dietro le quinte trama ben altro.

L’unica paura di Brutto, nel comporre le liste, sono le donne

Intanto, mentre qualcuno continua  a battersi per le quote rosa in  politica Brutto ha addirittura paura delle donne. Ne ha candidate 9 ma ad uno dei suoi interlocutori dice “ho paura che si mettono d’accordo e ci fottono che sono pericolose”

L’atteggiamento spregiudicato dell’ex consigliere, i favori dispensati in cambio di voti, e “lo stress” per le richieste di moglie, figlio e amici

“Brutto – scrivono gli uomini della Dia – denota un atteggiamento spregiudicato nelle alleanze politiche. Aprendosi a qualsiasi dialogo”.

I favori che Brutto avrebbe dispensato vanno dalla bitumazione di una strada a Germaneto con la conseguente preoccupazione che il merito non vada ad altri consiglieri all’interessamento per il rilascio di concessioni per occupazione di suolo pubblico.

Ma c’è in momento in cui Tommaso Brutto si dice anche stressato. Le strade da bitumare, la moglie che chiede di lavorare, il figlio che vuole un incarico che valga più di 900 euro, il fratello che chiede di appianare dei debiti.

In tutto ciò c’è una campagna elettorale da portare avanti.

Parlando dell’ex assessore, a cui aveva promesso di risolvere il problema della figlia, lo definisce “uno zingaro opportunista”

E quello che qualche giorno prima era stato un interlocutore di Brutto, l’ex assessore che si era detto disposto a portare un’intera lista al centro, diventa, qualche giorno dopo, quando brutto incontra un altro candidato “uno zingaro opportunista”.  La conversazione è tutta di questo tenore. Uno dei candidati a sindaco ha contattato un ex consigliere regionale per ottenere l’appoggio ed è stato mandato a quel paese. Questo stesso consigliere regionale insieme al sui socio in affari ritengono Sergio Abramo inaffidabile, salvo poi sostenerlo pubblicamente.

Tommaso Brutto conduce così tutta la sua campagna elettorale, tentando di approfittare del suo presunto legame con l’ex maresciallo della finanza Ercole D’Alessandro,  al quale ad esempio chiede di verificare la regolarità di alcune autorizzazioni concesse a degli standisti che stavano allestendo in un determinato punto della città, asserendo che le autorizzazioni sarebbero state false e che le avrebbe rilasciate Abramo in persona.

La “finta lettera” mandata ad un giornale per far uscire la storia Farmaeko in campagna elettorale

Ovviamente non manca la parte in cui gli interlocutori oggi indagati, veicolano tramite parte della stampa, notizie utili a screditare possibili avversari politici. Come quella su Farmaeko (che solo tre anni dopo diventerà un’inchiesta), inviata alla stampa sotto forma di lettera firmata, ma che in realtà non aveva un vero mittente coinvolto come vittima nella vicenda,  e pubblicata da un solo sito.

Brutto sulle elezioni dice: “Di politico in questa campagna elettorale c’è ben poco ognuno si sta facendo i cazzi suoi”

Insomma almeno una verità in tutta questa vicenda Tommaso Brutto la dice alla fine della conversazione con un ex assessore “Di politico in questa campagna elettorale c’è ben poco ognuno si sta facendo i cazzi suoi”. E a leggere le carte di certo non c’è da dargli torto.

Il basso profilo ed il bassissimo livello

E viene da dire che, oltre al profilo, di basso, in questo clima che definire politico è davvero uno sforzo non indifferente, ci sia anche e soprattutto il livello e la caratura dei protagonisti. Nessuno escluso.