Quantcast

Cambiavento: “Fine corsa. Basta umiliare Catanzaro, dimissioni subito”

Ogni giorno un pezzo del futuro di Catanzaro muore per colpa di questa maggioranza rissosa, inefficiente, inutile

“Fa male al cuore stamattina camminare per le strade della città. Da ogni angolo spuntano le locandine che parlano di comitati di affari che gestivano le elezioni comunali del 2017, di compravendita di voti, di imprenditori, politici e soggetti in odore di mafia che discutevano delle sorti della nostra città”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del movimento Cambiavento. 

Catanzaro non meritava e non merita questo. E non serve a nulla ripetere che lo avevamo detto, scritto, urlato. E’ uno stillicidio continuo, ormai, di vicende giudiziarie che gettano discredito sulla nostra comunità, di liti tra le forze del centrodestra che paralizzano il governo della città, di consigli comunali rinviati e di sconfitte che rendono sempre più debole quello che una volta fu il centro politico e amministrativo della Calabria.

Ogni giorno un pezzo del futuro di Catanzaro muore per colpa di questa maggioranza rissosa, inefficiente, inutile. Catanzaro perde con Crotone la sfida per la sede della Sovrintendenza, Catanzaro perde con Gioia Tauro la sfida per la sede dell’agenzia delle dogane, Catanzaro assiste inerme alla nascita di un corso di laurea di medicina a Cosenza, Catanzaro scopre dalle inchieste il degrado morale e culturale della sua classe dirigente, Catanzaro prende atto che il Comune non riesce ad utilizzare le risorse a propria disposizione per progettare un nuovo depuratore, Catanzaro assiste sgomenta all’incapacità di 25 consiglieri di maggioranza di eleggere il Presidente dei revisori dei conti, Catanzaro subisce l’umiliazione senza precedenti nella sua storia millenaria di vedere accostato il proprio nome alla parola mafia.

Di fronte a questo disastro senza fine la maggioranza finora ha risposto, per il tramite di alcuni suoi esponenti, con la sua proverbiale arroganza, ricordando di aver vinto le elezioni o accusandoci di strumentalizzare i fatti. Un arrocco a difesa delle proprie poltrone che qualifica chi lo compie, ma finalmente anche in questo mondo grigio ed autoreferenziale cominciano ad aprirsi delle crepe. Proprio oggi, il consigliere Praticò con apprezzabile onesta culturale prende atto in una sua intervista delle divisioni che caratterizzano il governo cittadino e delle difficoltà che ne segnano l’operato. Con una sorta di accanimento terapeutico lo stesso Praticò, però, invoca un atto di orgoglio e un programma di fine mandato.

Ecco, sia chiaro a tutti che l’unico possibile programma di fine mandato sono le dimissioni immediate e che l’unico gesto di orgoglio possibile è evitare a Catanzaro l’onta di una commissione d’accesso antimafia. Ci starebbero bene anche le scuse alla città, ma possiamo farne a meno. Purché si faccia in fretta, prima del 24 febbraio (in modo da poter votare a giugno) e  prima che la prefettura legga le centinaia di pagine dell’ultima inchiesta”.