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Primo ricovero al Sant’Anna Hospital: “Pronti a ripartire”

L’Utic è operativa, ottemperate le prescrizioni per il rinnovo dell’accreditamento. Il management: “Si faccia in fretta e ciascuno svolga il suo compito”. Cda escluso dai tavoli: “Utile il nostro contributo, siamo persone perbene”. Sull’indagine: “E’ altra cosa rispetto agli aspetti clinici”

Ha ripreso ad effettuare i ricoveri il Sant’Anna Hospital dopo la decisione del Tar che ha sospeso il fermo ordinato dall’Asp di Catanzaro sulle attività a carico del servizio sanitario. Il ricovero del primo paziente, chiamato ad effettuare gli iter diagnostici pre-operatori, rappresenta il segnale della volontà della clinica di ripartire.

Generico febbraio 2021

“Noi siamo pronti a riprendere le nostre attività  – spiega il direttore sanitario Soccorso Capomolla – abbiamo ottemperato a tutte le prescrizioni, sia dal punto di vista documentale che operativo”. Il managent attende la commissione Ota per la verifica dell’ottemperamento delle prescrizioni per il rinnovo dell’accreditamento. “Abbiamo comunicato con due modalità la riapertura dell’Utic – spiega Capomolla – come requisiti organizzativi tecnologici e strutturali nell’ambito del rinnovo dell’accreditamento e con una lettera formalizzata con cui si informano gli enti istituzionali della ripresa dell’attività”.

Prescrizioni ottemperate

La clinica ha ottemperato alle prescrizioni richieste, dalla messa a norma dei tappetini antisettici nei luoghi a rischio, all’installazione della segnaletica nelle sale operatorie, all’ottenimento del certificato unico di agibilità – “in una corsa contro il tempo” – con l’adeguamento alle indicazioni sugli spogliatoi del personale. “Abbiamo seguito tutte le indicazioni dell’Ota e della Commissione prefettizia dell’Asp”, assicura Capomolla.

Pronta la Utic

La questione più complessa era quella relativa alla riattivazione dell’Utic, legata alla risoluzione delle problematiche relative al personale. Ora l’unità funzionale è pronta ad essere utilizzata, con quattro posti letto, e dieci infermieri che coprono tre turni giornalieri, gli oss e il coordinatore. “L’Utic è sempre esistita – spiega il direttore della Cardiochirurgia Daniele Maselli – ma era stato sospeso il modello gestionale per carenza di personale. Ora che sono state risolte queste problematiche, questa unità funzionale è in grado di riprendere immediatamente le sue funzioni. Una Utic – spiega Maselli –  va però integrata in un contesto di rete di urgenza ed emergenza, quindi è lì che bisognerà lavorare affinché questa unità possa essere inserita in una rete operativa e quindi resa fruibile”.

«Ora un’accelerazione»

Il management della clinica si aspetta ora un’accelerazione da parte degli uffici competenti. “L’appello è quello di accelerare al massimo i tempi – dice il presidente del Cda Gianni Parisi – per rasserenare gli animi tra il nostro personale e fare stare tranquille le professionalità che operano da noi e i pazienti che aspettano di tornare in clinica. Ci attendiamo che ognuno faccia il proprio dovere”.

Parisi evidenzia la “mancanza assoluta di coinvolgimento del rinnovato cda del Sant’Anna in ogni tavolo istituzionale. Anche alla riunione di ieri convocata in Prefettura – cui sono stati presenti tra gli altri il commissario alla Sanità Guido Longo, il dirigente del Dipartimento della Salute della Regione Francesco Bevere, la commissione dell’Asp e i rappresentanti delle sigle sindacali – noi non eravamo presenti perché non convocati.  Eppure la nostra partecipazione sarebbe stata utile, considerato che il cda è composto da professionalità che avrebbero contribuito a rendere più costruttivo il confronto e più fluida la comunicazione, in modo da dare una risposta vera ai 300 lavoratori. Non siamo mafiosi, non siamo interdetti, siamo persone perbene e crediamo di avere pari dignità di sedere al tavolo con gli altri attori istituzionali che devono condurre questa vicenda”.

«L’indagine è un fatto a sé»

E’ innegabile che sulle decisioni relative al futuro del Sant’Anna Hospital pesi come un macigno la vicenda giudiziaria che ha interessato la proprietà e i precedenti manager, raggiunti da provvedimenti interdittivi e sequestri nell’ambito dell’indagine “Cuore Matto” della Guardia di Finanza su presunti falsi ricoveri. “L’indagine è stata chiusa ed è un fatto a sé stante”, spiega Parisi. “Ci sarà il processo e gli eventuali illeciti profitti contestati alla clinica sono stati già sequestrati e accantonati, per cui all’esito del procedimento, se la Procura ha visto bene, l’illecito profitto è già a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non vediamo quale possa essere il collegamento tra l’indagine giudiziaria e gli aspetti amministrativi e clinici, che sono tutt’altra cosa”.