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Scendono in piazza a Catanzaro i navigator calabresi. Chiedono le proroga del loro contratto foto

Figure professionali di supporto dei centri di impiego per favorire l'incontro domanda offerta per chi riceve il Reddito di cittadinanza. Sit-in piazza e incontro in prefettura

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Garantire continuità lavorativa ai 168 navigator calabresi. E’ quanto hanno chiesto i sindacati che hanno manifestato a Catanzaro nell’ambito di una mobilitazione nazionale convocata in vista della scadenza il prossimo 30 aprile dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati con l’ANpal per oltre 2700 unità impiegate nei centri per l’impiego.  Proprio loro, che nel 2019 sono stati assunti per aiutare i beneficiari del reddito di cittadinanza a trovare un lavoro, ora sono costretti a scendere in piazza per mantenere il proprio.  

Navigator Catanzaro 3

“Servono risposte urgenti e concrete – hanno spiegato i segretari regionali di Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp-Uil, Antonio Cimino, Carlo Barletta, Luca Muzzopappa – per i navigator e per tutte le lavoratrici e lavoratori, disoccupate e disoccupati in difficoltà nella nostra regione e, contestualmente, per rafforzare i servizi pubblici al lavoro e il sistema delle politiche attive del lavoro”.

Complici il periodo di rodaggio nei centri per l’impiego e la crisi legata alla pandemia, i  risultati ottenuti rispetto all’incrocio tra domanda e offerta di lavoro sono al di sotto delle aspettative. In Calabria in due anni solo un quarto dei 105 mila percettori di reddito di cittadinanza abili al lavoro – 25 mila – hanno sottoscritto un contratto, e per buona parte di questi – circa 10 mila – si è trattato di un impiego temporaneo.  Sono 3.700 le opportunità occupazionali rilevate dai navigator in Calabria, attraverso l’attività “pro-attiva” di contatto con le aziende, e fornite ai percettori di reddito di cittadinanza. 

Secondo i sindacati, che hanno consegnato un documento ai rappresentanti del Prefetto, l’esperienza maturata dai navigator può essere utile per un reale potenziamento dei centri per l’impiego, nell’ottica di una complessiva riforma del sistema delle politiche attive del lavoro, che deve tenere conto delle ingenti risorse messe a disposizione dall’Europa.

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