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Il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia ha celebrato i Martiri delle Foibe

Depositata la corona dei fiori ed osservato un minuto di silenzio

Il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Catanzaro ed il movimento giovanile del partito, Gioventù Nazionale, hanno celebrato questa mattina il Giorno del Ricordo presso il piazzale dedicato ai Martiri delle Foibe, situato nel quartiere Giovino di Catanzaro.

Il “giorno del ricordo” si è celebrato con la deposizione di una corona di fiori al termine della quale, nel rispetto delle normative vigenti sul distanziamento sociale, è stato tributato un momento di silenzio volto a ricordare le persecuzioni di migliaia di italiani di Istria, Fiume e Dalmazia infoibati o costretti a scappare via dalle loro terre per mano dei comunisti jugoslavi al comando del maresciallo Tito.

Sabato 13 febbraio, alle ore 18 in Piazza Prefettura, si terrà un sit-in per celebrare il ricordo della tragedia delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, su cui per molti anni c’è stata una vera e propria mutilazione della memoria italiana.

“Ancora oggi, nonostante l’istituzione della Giorno del Ricordo nel 2004, si tenta ancora di giustificare o di  negare quella che fu una vera e propria pulizia etnica che, a conflitto mondiale terminato, continuò  a macchiare di sangue le terre al confine orientale italiano.   Esiste ancora reticenza da parte di chi i conti con la storia non è mai riuscito a farli con oggettività per via di una cecità ideologica sulla quale è stata costruita una coltre di silenzio. Ancora oggi è sconveniente fare nomi e cognomi dei carnefici e degli assassini. Ancora si ricorre ad omissioni ed artifizi per evitare di sottolinearne la matrice ideologica e politica, una matrice comunista. È grazie al lavoro di alcuni storici ed ad un clima sicuramente più disteso che le Foibe ed il dramma giuliano dalmata sono state restituite a noi ed alle future generazioni attraverso la forza della verità.   Una verità che, con forza prepotente, necessita di diventare parte di una memoria condivisa. Una memoria che sia di tutti e non di una parte. Perché nessuno è esente dal fare i propri conti con la storia”.