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La Ss 106 tra le incompiute della Calabria. La ricognizione del sindacato FenealUil Calabria

Si conclude a Simeri Crichi il viaggio del sindacato tra le opere in sospeso della nostra regione. Il segretario Mariaelena Senese realizzare «un collegamento più veloce e sicuro fra Catanzaro e Crotone

Il viaggio della FenealUil Calabria tra le incompiute della regione si è concluso questa mattina sulla S.s. 106, nei pressi degli svincoli per Simeri Crichi e Passovecchio. Ai nostri microfoni, il segretario generale della FenealUil Calabria, Mariaelena Senese ha parlato dell’urgenza di realizzare «un collegamento più veloce e sicuro fra Catanzaro e Crotone e, allo stesso tempo, assecondare le necessità crescenti di mobilità del territorio e aiutare le sue potenzialità turistiche e culturali» e, riferendosi poi alla diga di Gimigliano l’ha definita «l’incompiuta più disastrosa non solo della Calabria ma di tutta la Penisola. Un’opera sulla quale tutta la politica si è impegnata ma che, sino ad oggi, non ha visto la luce. E dire che con quest’opera si sarebbe potuto risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico per ben 50 Comuni nell’area centrale e, invece è un lago fantasma, un emblema di spreco di risorse pubbliche in Calabria». La Senese si è espressa anche in merito all’incompiuta Trasversale delle Serre a cui manca ancora il tratto tra Gagliato e Soverato: «Chiediamo alla politica, nazionale e regionale, il perché queste infrastrutture strategiche sono ferme e quali sono gli ostacoli da rimuovere affinché i cantieri vengano sbloccati e si consenta di colmare il divario sempre più crescente tra un Sud che cammina al rallentatore e un Nord che viaggia molto più velocemente».

Generico febbraio 2021

Assieme al segretario generale FenealUil c’erano anche Gaetano Tomaselli, Vittorio Vattini ed il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, accompagnato dal Segretario organizzativo Francesco De Biase.

«Alla politica calabrese, alle forze produttive, al partenariato economico e sociale dico: uniamoci, mobilitiamoci per rivendicare dal governo Draghi la massima attenzione al Mezzogiorno e in particolare alla Calabria, che è ultima anche nello stesso Mezzogiorno». Sono state queste le parole di Biondo il quale ha aggiunto che «dal 2007 a oggi alla Calabria sono stati sottratti circa 2 miliardi di spesa in conto capitale per quanto riguarda le infrastrutture». Per il segretario generale delle Uil Calabria «la bozza di Recovery Plan varata dal Governo uscente penalizza fortemente gli investimenti in Calabria, non tenendo conto dei suoi ritardi. Non si deve mai più verificare quello che è accaduto in questi ultimi anni in Calabria: risorse imponenti sottratte ai bisogni sociali dei calabresi e invece date ad aziende di stato come Rfi e Anas che invece dovevano investire nella regione.

Dobbiamo alzare la voce, far capire ai politici calabresi che i 300 miliardi che arriveranno dall’Europa sono un’occasione unica per rilanciare questa terra e bisogna darsi una mossa! Intanto perché non spendere quanto la Calabria ha già? Mi viene in mente il “Patto per la Calabria” ed i 700 progetti e più rimasti nel limbo; parliamo di circa 2 miliardi che non si sa che fine abbiano fatto». Ed infine l’appello di Biondo: «Alla politica calabrese, alle forze produttive, al partenariato economico e sociale dico di mobilitarci per far sì che il governo Draghi dia attenzione massima al Mezzogiorno ed in particolare alla Calabria, ultima del Mezzogiorno stesso. Fare opere pubbliche significa creare occupazione e di conseguenza sviluppo. Investire nelle infrastrutture vuol dire eliminare l’isolamento dei territori e contrastare la ‘ndrangheta, che proprio sull’isolamento dei territori specula. E smettiamola con la scusa della pandemia, poiché in qualunque altro posto in Italia le opere infrastrutturali si stanno realizzando, tranne che qui».