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“Draghi, non dimentichi i creditori degli enti locali dissestati”

La missiva di Gian Paolo Stanizzi: i consumi potranno ripartire soltanto se i redditi saliranno

Riceviamo e pubblichiamo

Buon lavoro, Prof. Mario Draghi!
Glielo auguro con tutto il cuore, anche per il bene di tutti noi Italiani!
Mi permetta, però, di chiederLe una particolare attenzione, ignorata non soltanto dal suo predecessore (nonostante mie personali e plurime sollecitazioni) ma anche da altri che prima di Lei hanno ricoperto l’ importante incarico oggi conferitoLe: è la tristissima realtà degli enti locali dissestati, ancor di più, la tristissima realtà dei creditori degli enti locali dissestati!

Come certamente saprà , la normativa nazionale dettata dal Testo Unico degli Enti Locali è stata dichiarata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sin dall’ anno 2013, gravemente lesiva del diritto di proprietà del cittadino! E’, a parere mio – me lo consenta – una vera estorsione portata avanti da organi dello Stato!
Come altrimenti potrebbe definirsi una norma che consente all’ ente locale, ergo allo Stato, di abbattere del sessanta per cento un credito pecuniario, un credito quasi sempre maturato anni ed anni prima?
Con quella oramai datata sentenza la CEDU ha sottolineato che, in quanto componente statale, un’autorità locale non può utilizzare le proprie difficoltà finanziarie come scusa per non onorare i pagamenti dovuti ai propri fornitori.
La nomina di un organo straordinario di liquidazione non può giustificare il mancato riconoscimento delle intere somme reclamate dai creditori dell’ente.
Questo – ripeto – quello che ha scritto nel 2013 la CEDU. Ad oggi nulla è cambiato.  
Anzi, Le dico pure che il Governo Conte non ha inteso nemmeno accogliere l’ emendamento al Decreto Rilancio presentato da un gruppo di parlamentari, primo firmatario l’ On. Wanda Ferro, un emendamento presentato proprio per evitare che questa indegna “estorsione” si continuasse a perpetrare ai danni dei tanti soggetti che da anni aspettano di essere liquidati dagli Enti. Un emendamento molto importante che avrebbe consentito ai creditori che non hanno accettato la pesante decurtazione di entrare in possesso delle somme già esistenti ed accantonate nelle casse degli enti locali.
Un emendamento, quindi, che non avrebbe comportato nuova spesa per la Stato, non necessitando di copertura finanziaria.

La volontà politica, purtroppo, è stata di avviso opposto: la Commissione Bilancio ha dato parere contrario all’ emendamento che, modificando il comma 4 dell’ art.258 del TUEL , avrebbe consentito ai creditori di entrare immediatamente in possesso delle somme offerte a titolo di transazione, restando impregiudicato il diritto del creditore di ottenere la somma residua, al momento del ritorno in bonis dell’ Ente. Una importante boccata di ossigeno per migliaia di imprenditori, commercianti e liberi professionisti in questo momento di gravissima crisi finanziaria!
E percio’, serve una urgente modifica della normativa in materia per adeguarla al dettato normativo e giurisprudenziale europeo! 
Purtroppo, neppure nel Recovery Fund si parla di enti locali dissestati!
È molto grave! Stanno arrivando fiumi di danaro! Non vorrei che venissero spesi anche questi per inutili banchi con le rotelle, monopattini, biciclette (Le scrive un ciclista) e mascherine pagate tre volte il loro reale valore!
Colmi Lei, allora, per favore questa grave lacuna e restituisca respiro e tranquillità anche a chi ha servito le comunità locali con forniture di ogni genere o con prestazioni professionali! Sono migliaia e migliaia i creditori degli enti in default! Porti, per favore, avanti la modifica della normativa dettata per gli enti locali dissestati! La adegui alla datata decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo!
Non posso certamente dirlo proprio a Lei che i consumi potranno ripartire soltanto se i redditi saliranno! E questi potranno salire anche se avremo uno Stato puntuale nei pagamenti!

Gian Paolo Stanizzi