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La Dia: “Per gli imprenditori la presenza criminale è risorsa e non imposizione. Normale pagare la “PIZZ…eria”

L'impietosa fotografia offerta dagli investigatori sugli equilibri fatti di fango e plastica di questa città

Il mondo di mezzo fatto di fango e plastica del capoluogo di regione

Rolex. Natanti. Fatture false. Pseudo imprenditori, assurti al ruolo di responsabili di enti accreditati presso la Pubblica amministrazione,  a volte con un titolo di studio non adeguato, che parlano di cultura inteso come mezzo “per fare affari”. Altri che, come emerge dai fogli identificativi degli indagati, fino al momento di diventare spregiudicati e vicini, sempre secondo quanto emerge dalle carte, a gente dal denaro facile, non avevano nè arte nè parte.

Poi ci sono gli imprenditori veri e i professionisti, che si “scambiano” favori per evadere il fisco attraverso un sistema collaudato di fatture false “però non devono saperlo più di due persone, due amici fidati, se no la voce si sparge troppo”.

Forze dell’ordine, a prescindere dal grado, che si prestano a parlare, a chiedere favori, ad acquistare immobili, a mettere microspie in auto, salvo poi toglierle se “il bersaglio” ha un incidente, affinchè il meccanico a cui sarà affidata la riparazione non se ne accorga. Su questo mondo di mezzo, dove il fango è mischiato alla plastica, si reggono gli equilibri della città di Catanzaro.

E’ questo che emerge dalla enorme mole di carte e faldoni che compongono l’intera inchiesta “Basso Profilo” coordinata  dalla Dda della Procura di Catanzaro Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri e condotta dalla Dia di Catanzaro.

Il ceto medio, quella che era una volta la borghesia, anche illuminata e che serviva nelle comunità a dare equilibrio alla società, a Catanzaro, è appunto diventata un mondo di mezzo, disposto a tutto.

I profili più bassi, solitamente senza precedenti culturali o professionali, attraverso fortuite e fin qui fortunate scalate hanno raggiunto posizioni che consentono loro di manipolare, governare decidere delle sorti di una cittadinanza che evidentemente, stanti i risultati elettorali da una parte e le fortune di taluni dall’altra, non ha gli adeguati filtri per separare il buono dal cattivo, intesi anche come scelte individuali da mettere in atto nella quotidianità e nella cabina elettorale.

La politica che foraggia e si fa foraggiare da un sistema penalmente ed eticamente “malavitoso”

A latere di questo mondo, fatto di colletti bianchi che utilizzano, per fini diversi persone segnatamente vicine alla malavita, c’è una politica, evidentemente non all’altezza, senza gli adeguati anticorpi, foraggia e si fa foraggiare da questo “mondo”. Senza che tutto ciò scada necessariamente nel penale, almeno per ora, ma che certamente apre un profondo squarcio nell’etica di una comunità intera.

La spregiudicatezza e l’arroganza di imprenditori e politici

Scrivono gli investigatori della Dia il 27 maggio del 2017, a margine di un’attività intercettiva che ha come oggetto una telefonata e successivi incontri tra un imprenditore lametino con importanti interessi nel commercio in città e Tommaso Brutto, ex consigliere comunale, indagato nell’inchiesta Basso Profilo “Si delinea la presenza di un’associazione composta da imprenditori e politici di lungo corso che, con spregiudicatezza e arroganza, si approccia alle imminenti consultazioni elettorali promettendo posti di lavoro (…)”.

La consapevolezza di avere a che fare con soggetti segnalati o condannati per associazione mafiosa

“Esiste la consapevolezza da parte degli imprenditori e dei politici di avere a che fare con soggetti segnalati e condannati per associazione mafiosa, con i quali misurare le parole al fine di non turbare gli equilibri consolidatisi nel tempo e la suscettibilità di coloro i quali ne sono espressione”

La PIZZ…eria e quei pagamenti per “stare tranquilli”

“Allo stesso tempo è possibile per gli imprenditori questa presenza criminale come una risorsa e non come un’imposizione ritenendo normale pagare la “PIZZ…eria” in cambio di continuità lavorativa e tranquillità”