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Porto di Catanzaro: lo specchio d’acqua deve essere sgomberato entro due giorni

I diportisti non possono trasferire le imbarcazioni, chiedono una deroga: “Se non siamo presi in considerazione, il porto che cosa lo abbiamo fatto a fare?”

Devono provvedere a sgomberare i pontili del porto di Catanzaro, spostando in altro luogo le rispettive imbarcazioni, e devono farlo entro fine mese, a seguito della conclusione dell’iter amministrativo, che ha portato all’aggiudicazione definitiva dei due lotti portuali.

 

Abbiamo ricevuto la comunicazione da parte dell’attuale gestore dei pontili che ci intima a togliere le barche, il problema è che non sappiamo dove metterle, non sappiamo cosa fare

Ma i proprietari dei natanti attualmente custoditi all’interno dell’area portuale di Catanzaro, affidata dal Comune in via provvisoria alla Navylos Srl, chiedono all’ente un intervento razionale sulla questione che li vede coinvolti, nell’impossibilità di poter liberare per tempo le aree del porto affidate a nuova gestione: “Tra due giorni dovremmo togliere le barche attualmente custodite nel porto – ha detto Antonio De Bilio, uno tra i proprietari – abbiamo ricevuto la comunicazione da parte dell’attuale gestore dei pontili che ci intima a toglierle, ma il problema è che non sappiamo dove metterle, non ci sono cantieri che ci possano aiutare, perché non hanno più posto, non ci sono più carrelli disponibili, non sappiamo cosa fare. La cosa particolare – ha aggiunto – è che hanno fatto un bando di assegnazione dei lotti portuali, e uno dei due vincitori è lo stesso di quello attuale.”

Nelle rimesse più vicine non c’è posto, questo è il momento meno opportuno per spostare le barche, a causa del tempo instabile muoverle ora è complicato

Lo sgombero delle barche è dovuto alla riduzione del nuovo spazio a disposizione del gestore a cui ne consegue la dismessa dei relativi pontili: “Si tratterebbe solo di spostare le imbarcazioni da un punto all’altro – ha continuato De Bilio – e ciò non dovrebbe comportare un disagio per noi.” A seguito della comunicazione inviata dall’Amministrazione a Navylos, per ricordare lo scadere della concessione provvisoria fissata per il 28/02/2021, in cui si fa presente che lo specchio d’acqua attualmente occupato dovrà essere libero e sgombro da ogni cosa, compreso pontili, corpi morti, catenarie e pali per l’illuminazione, i privati cittadini hanno cercato di avviare un’interlocuzione con l’amministrazione stessa al fine di trovare un accorto che possa limitare loro disagi e danni: “Non sappiamo dove portare le nostre barche– ha detto Antonio Guzzi, altro proprietario – nelle rimesse più vicine non c’è posto, si tratterebbe di far fare loro un tragitto troppo lungo e questo è il momento meno opportuno, a causa del tempo instabile, muoversi ora per spostare oltre cento barche è molto complicato.”

Stiamo cercando di interloquire con l’Amministrazione perché accolga la nostra richiesta di sospendere momentaneamente lo sgombero per evitare anche di essere multati

Secondo quanto hanno sottolineato a più riprese i diportisti, l’attuale gestore pare avesse dato la disponibilità di ottimizzare gli spazi a disposizione: “La proposta era quella di liberare un pontile alla volta, spostando a poco poco le imbarcazioni interessate per limitare i disagi – ha proseguito Guzzi – al momento questo però appare impossibile perché l’area deve essere completamente sgombera. Stiamo cercando di interloquire con l’Amministrazione perché accolga la nostra richiesta di sospendere momentaneamente lo sgombero per evitare anche di essere multati.”

Se non c’è attenzione per noi diportisti ci domandiamo: il porto che cosa lo abbiamo fatto a fare?

Fermo restando il provvedimento dell’Amministrazione a norma di legge, i proprietari delle imbarcazioni si pongono alcuni interrogativi: “Arriverà mai la conclusione dei lavori del porto? Ne verranno garantiti i servizi essenziali? – ha chiesto Guzzi – La maggior parte dei diportisti non conosce l’esistenza di questo porto, come facciamo a parlare di questa infrastruttura come fiore all’occhiello? L’indotto che gira intorno al porto potrebbe essere notevole – ha concluso – è pur vero che oggi ci sono cittadini con problemi più gravi a causa dell’emergenza sanitaria, ma noi siamo qui da tanti anni e se non c’è attenzione per noi ci viene da porre un quesito: il porto che cosa lo abbiamo fatto a fare?”