Quantcast

La buona sanità fatta di gentilezza e affetto

La testimonianza della figlia di una paziente del reparto di Geriatria

Più informazioni su

Riceviamo e pubblichiamo: 

Grazie per ciò che siete

Ai giorni di oggi risulta difficile “mettere su carta” emozioni e stati d’animo che possano cercare di spiegare i sentimenti che accompagnano questa lettera.

Chi vi scrive è la figlia Gesuita Pugliese della signora Mannarino Teresa del 18 giugno 1927, spinta da un sincero e profondo sentimento di stima nei confronti di quanti di voi, in un momento storico in cui troppo spesso si sente parlare di malasanità in Calabria, ho potuto constatare l’elevato livello di competenze professionali. Mi riferisco in particolare al reparto di Geriatria diretta dal professore Ruotolo, nel quale la mia tenera mamma è stata ricoverata per 10 giorni con una diagnosi di polmonite bilaterale, con un riversamento importante, compromettendo la funzionalità del polmone destro. Non posso non ringraziare quest’ultimo, che ha rappresentato il perfetto connubio di professionalità e umanità, quell’umanità luminosa, carica di energia positiva, l’efficienza di chi ama il proprio lavoro e lo fa con sguardo attento verso gli altri, i suoi pazienti, e verso tutta la sua equipe medica, che aggiungo nei ringraziamenti.

Un altro particolare ringraziamento e gratitudine va alla caposala che con spirito di abnegazione ha sopportato e supportato tutti quanti noi, ci tengo a sottolineare che la mia mamma ha 7 figli, di cui 5 femmine, vi lascio immaginare, e due maschi, che ci è stata accanto con massima disponibilità, gentilezza, competenza e capacità professionale a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno. L’aiuto che ci ha dato è stato preziosissimo! La stessa ha dovuto combattere in quei dieci giorni, con parenti e amici che in ogni ora della giornata si sono recati presso il reparto o hanno telefonato per chiedere informazioni sulla mia mamma.

Grazie ancora a tutto il personale infermieristico e sanitario che si è prodigato a tutte le ore per alleviare i disagi della malattia sempre con cortesia, un dolce sorriso e una tenera parola di incoraggiamento, dimostrandosi sempre vigili e attenti, sostenendo le richieste di una umile vecchietta, che da un momento all’altro, si è trovata in un reparto di ospedale, sola, e con la sensazione di essere stata abbandonata dai propri figli, non riuscendo a capire il momento storico che la sanità sta vivendo e tutte le restrizioni allo stesso legate. Un grazie infinito al personale delle pulizie, che in ogni turno hanno avuto la delicatezza e la bontà di ascoltare la storia personale della mia mamma, raccontata dalla stessa con dovizia di particolari, che hanno avuto la bontà di porgerle un bicchiere di acqua e che hanno sorriso e mai distorto il muso alla mia vecchietta.

Grazie di vero cuore per ciò che siete e ciò che fate! Siete stati eccezionali!

Con obbligatoria gratitudine Gesuita Pugliese

Più informazioni su