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Sospeso sgombero Porto, Cambiavento: decisione Tar in linea con il buon senso

Comune non può scaricare tutti gli oneri sui cittadini che già pagano dei canoni annuali certamente non trascurabili alle ditte che si sono aggiudicate l’appalto

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La sospensiva imposta dal Tar Calabria – scrive in una nota il movimento Cambiavento – all’ordinanza di sgombero che il Comune aveva fatto recapitare ai proprietari delle imbarcazioni ospitate al porto di Catanzaro è da accogliere con estrema positività. Il pronunciamento del tribunale amministrativo conferma quello che un principio di buonsenso già suggeriva: il Comune non può scaricare tutti gli oneri sui cittadini che già pagano dei canoni annuali certamente non trascurabili alle ditte che si sono aggiudicate l’appalto, ma anzi deve gestire la transizione verso il nuovo gestore garantendo o la continuità del servizio o soluzioni alternative capaci di minimizzare i disservizi ai cittadini.

È necessario ricordare, infatti, che il porto non dispone di infrastrutture atte a garantire un ricovero alternativo alle imbarcazioni o un loro spostamento via terra in sicurezza: nonostante questo, il Comune, con appena dieci giorni di preavviso e in pieno inverno aveva inviato una vera e propria lettera di sfratto ai proprietari delle imbarcazioni. Eppure era risaputo che l’assegnazione della gestione dei pontili fosse a scadenza.

Anche in questa occasione il sindaco e quelli che lui ha scelto come suoi partner politici e amministrativi nell’arco dei suoi quattro mandati hanno dimostrato un’incredibile incapacità gestionale, una vera e propria tendenza all’improvvisazione, al voler affrontare l’emergenza (spesso annunciata) anziché lavorare per evitarla.

La vicenda è quindi paradigmatica dell’intera azione amministrativa di Abramo e di chi lo ha accompagnato nei vent’anni alla guida del Comune di Catanzaro e restituisce esattamente la cifra di un modo di fare politica votato agli annunci di breve periodo. Gli effetti di questo modus operandi, però, si traducono in disservizi alla cittadinanza, in soldi che devono essere sborsati dai singoli per ovviare all’incapacità amministrativa e soprattutto in una stagnazione asfissiante della città, ormai sempre più abbandonata a sé stessa”.

 

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