Quantcast

Il Tar all’Asp sul Sant’Anna : “Si pronunci sul contratto 2020 o verrà nominato un commissario”

La giustizia amministrativa assegna ancora un punto a favore della clinica nella controversia con l'azienda sanitaria

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda,  accoglie  il ricorso della clinica Sant’Anna e accerta l’obbligo giuridico dell’A.S.P. di Catanzaro di provvedere e le ordina l’adozione, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della sentenza, di una determinazione con cui essa esprima definitivamente la volontà di stipulare o meno il contratto per la regolamentazione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie relativo all’annualità 2020, invitando, nell’ipotesi affermativa, la ricorrente alla sottoscrizione dello stesso. Nomina sin d’ora, quale commissario ad acta, il Segretario generale del Ministero della Salute o un funzionario suo delegato del Segretariato o di altra Direzione generale, affinché si sostituisca all’amministrazione soccombente, in caso di perdurante inerzia e su istanza di parte”.

E’ ancora un punto a favore della clinica Sant’Anna, rappresentata in giudizio da Alfredo Gualtieri,  quello messo a segno oggi con la sentenza del Tar che di fatto obbliga l’Asp a pronunciarsi entro 60 giorni sulla stipula o meno del contratto per l’anno 2020. Qualora permanga l’inerzia dell’amministrazione il Commissario ad acta dovrà sostituirsi e procedere.

L’obbligo di provvedere non ha ad oggetto la conclusione del contratto ma la determinazione alla volontà o meno di advenire ad una stipula

In sostanza i giudici del Tar chiedono alla terna commissariale di pronunciarsi in qualsiasi modo ritengano sul contratto ma che lo facciano entro 60 giorni “L’obbligo giuridico di provvedere non ha ad oggetto la conclusione del contratto, esito – questo – cui l’amministrazione non è vincolata, bensì la determinazione, di natura prettamente autoritativa e come tale equiparabile ad un provvedimento, della volontà di addivenire o meno alla sua stipulazione. Del resto, come già osservato, tale pretesa è costantemente riconosciuta e tutelata in analoghe situazioni di pendenza, nelle quali l’esito ultimo dell’esercizio del potere è costituito dalla conclusione di un contratto, che ugualmente richiedono una decisione amministrativa di addivenire all’accordo negoziale. Per le ragioni espresse, va dichiarato l’obbligo dell’Asp  di Catanzaro di concludere la procedura di contrattualizzazione con l’adozione di una determinazione con cui essa esprima definitivamente la volontà di stipulare o meno il contratto di cui all’art. 8 quinquies d.lgs. 502/1992, invitando, nell’ipotesi affermativa, la ricorrente alla sottoscrizione dello stesso e motivando le ragioni sottostanti alla propria decisione. Stante l’esito non vincolato della determinazione, le questioni attinenti allo stato del rinnovo dell’accreditamento e alla idoneità della struttura di assicurare un’efficace prestazione del servizio sanitario possono essere eventualmente affrontate in sede valutativa, ma non ostacolano l’accoglimento dell’azione avverso il silenzio.

Nell’attesa della conclusione del contratto del 2020 rimane efficace il contratto del 2019

Parimenti  – continuano i giudici del Tar – non è d’impedimento la circostanza che nell’attesa della conclusione del contratto del 2020 rimanga efficace il contratto del 2019, giacché la clausola di proroga è uno strumento, peraltro previsto a livello contrattuale e quindi prettamente eventuale, pur sempre finalizzato a reagire a una situazione patologica, qual è l’inerzia dell’amministrazione a non definire tempestivamente la fase di contrattualizzazione delle strutture“.