Quantcast

Insulti omofobi su Instagram, Davide dice basta

Il giovane denuncia le offese ricevute: “Nessuno deve soffrire per il suo modo di essere, tutti abbiamo diritto di essere felici”

“Ognuno ha diritto di essere libero e di vivere la sua vita, nessuno deve sentirsi giudicato e offeso per il suo modo di essere. Nessuno deve rimanere inerme quando riceve insulti omofobi. Bisogna denunciare!” Le parole sono quelle di Davide Sgrò, giovane catanzarese, vittima di offese e minacce su Instagram per la sua omosessualità, per il suo modo di essere e di apparire.

Nascondersi dietro un social e prendere di mira qualcuno per il semplice gusto di farlo è una prassi sempre più diffusa, un forma di violenza subdola e pesante. E se è vero che non è affatto facile farlo, c’è chi trova la forza e il coraggio di dire “no” alle offese ricevute, Davide è uno di questi.

Le offese a giugno e la consegna dei messagi audio alle autorità

E’ giugno quando il giovane trova tra i messaggi del suo profilo Instagram offese e minacce a sfondo omofobo ed è allora che decide di denunciare: “Quella non era la prima volta che ricevevo offese – ha raccontato – quando frequentavo la scuola venivo preso spesso di mira dai bulli e anche da più grande mi sono spesso trovato a dover fronteggiare situazioni analoghe. Ho sempre cercato di passare sopra alle offese, di non darci peso, ma a giugno, quando ho trovato quei messaggi pesanti, provenienti da un profilo Instagram vero, ho deciso di dire basta.”

E’ impensabile che nella nostra società ci sia ancora chi è costretto a soffrire per la sua inclinazione sessuale e per il suo modo di vestirsi o apparire a causa di pregiudizi

Così Davide va dalle autorità e consegna le registrazioni vocali di quei messaggi: “L’ho fatto perché è impensabile che nella nostra società ci sia ancora chi è costretto a soffrire per la sua inclinazione sessuale e per il suo modo di vestirsi o apparire a causa di pregiudizi – ha spiegato – perché devo essere deriso per il mio abbigliamento? Perché devo subire minacce gratuite? Non faccio nulla di male ad essere me stesso!”

Riflettere su risposte tempestive e sull’importanza di educazione alla cultura del rispetto

Dal giorno della denuncia è passato del tempo e Davide non ha avuto ancora riscontri in merito alla questione: “Non so a che punto sono le indagini, mi chiedo quanto tempo ancora ci vorrà per avere delle risposte perché se è vero che è difficile trovare il coraggio di denunciare è altrettanto vero che le risposte dovrebbero essere tempestive, ne va della nostra serenità. Ho deciso di denunciare anche per dare voce a chi non riesce a farlo, anche se sembra che non si è ascoltati – ha concluso – e perché occorre riflettere sull’importanza di una società educata all’amore e al rispetto verso tutti e tutto, solo così potremmo essere felici.”