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Oggi in Commissione bilancio la mozione sulla ricapitalizzazione di Catanzaro Servizi

Il documento al centro di un intricato caso di allarmi, non veritieri, sul futuro della partecipata

C’è un documento, sotto forma di mozione, che nel mentre compie i necessari passi per giungere alla destinazione ultima, ovvero l’aula del Consiglio comunale per essere discussa ed eventualmente approvata, è diventata suo malgrado oggetto di tensioni e di manovre tattiche che contrastano con l’apparente condivisione sul suo contenuto.

Le mozioni sono lo strumento attraverso il quale uno o più consiglieri hanno la facoltà di promuovere la discussione in aula finalizzata a deliberare un atto di indirizzo politico amministrativo che – citiamo il regolamento – “impegna il sindaco e riguarda l’amministrazione comunale. Essa non può essere discussa e votata prima che sia stata esaminata dalla competente Commissione consiliare. La conferenza dei capigruppo, in casi di particolare urgenza, può decidere che le mozioni vengano iscritte all’ordine del giorno del Consiglio comunale senza il preventivo parere delle commissioni”.


La mozione in oggetto riguarda la Catanzaroservizi SpA, una delle partecipate del Comune di Catanzaro che ne è socio unico, ovvero detiene tutte le azioni che ne compongono il capitale sociale. Nel documento, che Catanzaroinforma è in grado di esaminare, si impegna il Sindaco Sergio Abramo a dare seguito all’impegno deliberato dallo stesso, quale Socio Unico in sede di Assemblea, finalizzato a riconoscere alla Società Catanzaro Servizi S.p.A. la somma di circa 540.000,00€ al fine di compensare gli effetti della perdita straordinaria registrata nel bilancio 2019 sostenendo così il perseguimento degli obiettivi fissati tale da garantire alla Società Catanzaro Servizi la prosecuzione della propria attività nonché i normali livelli occupazionali”.

Nelle premesse il documento racconta l’antefatto, di come il bilancio della Catanzaroservizi si sia chiuso al 31 dicembre 2019 con una perdita d’esercizio già prevista e valutata nelle assemblee societarie, derivante da eventi straordinari e non ripetibili; perdita riconducibile alla riconciliazione debiti/crediti tra società partecipata ed ente controllante.

“Nelle assemblee della società il socio unico – recita il documento – nella persona del Sindaco Abramo, ha fornito rassicurazioni in ordine al ripianamento di detta perdita a mezzo di operazioni, previste dalla legge, vincolate al parere del Consiglio comunale previa redazione da parte della Società di un Piano Industriale che ne illustrasse le prospettive di sviluppo”.
Il piano industriale è stato in effetti prodotto, un nuovo contratto di servizio è stato già stipulato tra ente e società, il Consiglio ha già approvato l’assegnazione alla partecipata di ulteriori e più remunerativi ambiti, quale la gestione dei servizi cimiteriali.
Come già riferito ieri da Catanzaroinforma, che riportava una dichiarazione in merito dell’assessore al Patrimonio con delega alle Partecipate Ivan Cardamone, l’integrazione della somma nelle casse della Catanzaroservizi era già stata inserita in una deliberazione del Consiglio comunale, ma per errore formale era stata rubricata quale ripianamento dei debiti, cosa non consentita dalle normative statali ed europee, e non già come legittimo aumento di capitale da parte del socio unico.

Una procedura che non ha subito nessun intoppo e che troverà probabile conclusione questa mattina in sede di Commissione bilancio, presieduta da Giuliano Renda, in cui la mozione sarà discussa e confezionata per l’approvazione in Aula nella prossima seduta. Non si comprende, pertanto, l’alone di mistero e finanche di complotto ai danni della partecipata e dei suoi lavoratori che ha aleggiato per giorni intorno ad essa. A un certo punto destituita di ogni fondamento è circolata la volontà del socio unico, ovvero del sindaco Abramo, di mettere in liquidazione la società, quando viceversa, tutta l’azione del primo cittadino è stata rivolta, come del resto quella dell’intero Consiglio, a salvaguardare la prosecuzione dell’attività e anzi l’ampliamento delle opportunità di fatturato anche a salvaguardia dell’occupazione. Il sindaco ha prontamente e nettamente smentito ogni sua volontà liquidatoria. Quello che appare invece accertato è la difficoltà incontrata dalla mozione nell’essere sottoscritta, nonostante i buoni auspici spesi da parte dello stesso assessore Cardamone. Tanto è vero che la mozione arriva in Commissione Bilancio con la firma in apertura di Jonny Corsi che è consigliere del Misto, dietro al quale hanno poi sottoscritto Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro), Nunzio Belcaro (Cambiavento), Antonio Triffiletti (Udc) e Giuliano Renda (Forza Italia), tutti componenti della Commissione Cultura che hanno approfittato della presenza dell’assessore Cardamone, titolare anche della delega alla Cultura, per chiedergli notizie sul caso che stava montando. Così si è materializzata la mozione – secondo la ricostruzione fatta a Catanzaroinforma da Jonny Corsi che riportiamo a parte – giunta, non firmata, all’attenzione dei consiglieri riuniti in verità per ascoltare l’artista Nuccio Loreti. Dopo la firma dei consiglieri ora è pronta per la presentazione alla Commissione Bilancio. Rimane il dubbio sul perché una mozione predisposta nell’ambito della maggioranza, e per di più supportata in primis dallo stesso assessore al ramo, abbia avuto bisogno delle firme di esponenti dell’opposizione per avanzare verso la discussione.

L’impressione che si ricava dalla vicenda è che, ancora una volta, una procedura nell’apparenza neutra – chi infatti può volere la messa in discussione di una società che dà lavoro a 130 unità impegnate utilmente in servizi necessari alla città e senza i quali la macchina amministrativa cederebbe all’improvviso – è stata artatamente complicata al fine di montare il caso, adducendo addirittura una volontà, falsa, di perseguire un cambio di vertice alla partecipata. Un gioco di Palazzo, quindi, sulla pelle dei lavoratori. Per la cronaca, ricordiamo come al vertice di Catanzaroservizi siede da luglio 2020 Massimo Feroleto subentrato a Ivano Marino che aveva retto la carica dal 2017. Intanto a fine 2019 Catanzaroservizi era stata oggetto di una relazione del Ministero dell’economia e finanza al termine di una ispezione compiuta nell’estate precedente, altamente critica della condizione contrattuale e della conseguente gestione finanziaria della società sollecitandone ampie revisioni. Da qui l’affanno intorno alla partecipata, di cui del resto sono piene le cronache politiche consiliari dalla sua nascita e successive evoluzioni.

Di sicuro è già in bilancio lo stanziamento di 580mila euro per l’auspicato aumento di capitale di Catanzaroservizi che sarà portato all’approvazione dell’assemblea dei soci non appena il Consiglio comunale avrà approvato l’emendamento che modifica e sana l’errore precedente. Con buona pace dei complottisti ad oltranza i quali, invece di affrontare apertamente i nodi politici che frenano e frammentano l’azione amministrativa della maggioranza, cercano scorciatoie imboccando il vicolo cieco a serio rischio di irrimediabile impatto e prevedibile sfacelo.