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Elezioni, il Codacons diffida la Regione

L'invito ad "astenersi dall’adottare  ogni intervento che possa essere interpretato come una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori”

L’art.60 del Regolamento del Consiglio Regionale Calabrese stabilisce quanto segue: “Il Consiglio Regionale con apposita delibera accerta, ovvero prende atto, dei casi di incompatibilità sopravvenuta, rimozione, impedimento permanente o morte del Presidente della Giunta. A tal fine il Consiglio è convocato dal Presidente entro dieci giorni dall’acquisizione della notizia ed al termine della votazione, ove il Consiglio abbia assunto la delibera suddetta, il Presidente congeda definitivamente i Consiglieri”.

In pratica, il presidente del Consiglio regionale avrebbe dovuto convocare il Consiglio entro dieci giorni dalla scomparsa del Presidente Santelli, prendere atto di quanto accaduto e mandare tutti i Consiglieri a casa, in attesa di nuove elezioni che si sarebbero dovute tenere entro due mesi. «Solo al fine di garantire lo svolgimento degli atti indispensabili ed urgenti è previsto che assuma la veste di Presidente facente funzioni il vice della defunta Presidente». E questo vale sia per la Giunta che per il Consiglio, sempre entro il termine dei sessanta giorni. È quanto si legge nell’ingiunzione che il Codacons Calabria ha fatto pervenire ieri a Presidente ff., assessori e consiglieri regionali, nonché al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza, all’Autorità Nazionale AntiCorruzione ed alla Corte dei Conti.

«A distanza di cinque mesi non solo non si è tornati al voto, ma l’organo esecutivo e quello legislativo hanno posto in essere e continuano a farlo, atti che si appalesano del tutto illegittimi e che minano non solo i principi cristallizzati nella nostra Carta Costituzionale, ma che finiscono per tramutarsi in una “beffa” per i Cittadini Calabresi, capace di arrecare un danno erariale che, di riflesso, si ripercuote sull’intera popolazione calabrese» continua la diffida, sottoscritta dal vicepresidente nazionale Codacons Francesco Di Lieto.

Il fatto che un presidente facente funzioni possa esercitare dei “poteri attenuati” non è un caso; esso è riconducibile all’opportunità di permettere agli elettori di scegliere il proprio governatore in libertà è trasparenza, senza che un qualche intervento possa essere «interpretato come una forma di captatio benevolentia.

Proprio quanto accade, da cinque mesi, nella nostra regione. Una serie di provvedimenti che ben poco hanno a che fare con l’”urgenza” e l’”indispensabilità”, finalizzati al triste fenomeno della moltiplicazione delle nomine, alla crescita dei “portaborse” ed un utilizzo che si ritiene contrario al dettato normativo del potere in capo al Consiglio, alla Giunta ed al Presidente ff.».

Detto ciò, il Codancos diffida le Autorità sopra citate ad «astenersi dall’adottare  ogni “intervento che possa essere interpretato come una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori”. Con l’avvertimento che in mancanza di positivo riscontro, «si dovrà chiedere l’intervento dell’Ufficio di Procura allo scopo di verificare la sussistenza di ipotesi delittuose nei fatti sopra indicati. Si confida di non essere costretti a tanto» conclude Di Lieto.