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Lo chef catanzarese Paolo Caserta protagonista in tv con “Cuochi d’Italia”

Ha rappresentato la Calabria nella puntata contro il Lazio condotta da Alessandro Borghese

A rappresentare la Calabria nella scorsa puntata di “Cuochi d’Italia”, andata in onda su Tv8, c’era il catanzarese Paolo Caserta che ha dato vita ad una gustosa sfida con il Lazio a suon di piatti prelibati. A condurre il programma il famoso chef Alessandro Borghese che ha seguito gli sfidanti passo a passo durante tutte le prove, mentre altri due celebri big della cucina, Gennaro Esposito e Cristiano Tomei, hanno  valutato i piatti preparati dai concorrenti.  Alla fine la Calabria si è dovuta arrendere, ma il giudizio per chef Caserta è stato più che positivo, così come l’esperenza dietro le quinte negli studi di Cologno Monzese.
La partecipazione al programma è nata quasi per caso, sono stati i miei fratelli ad iscrivermi a mia insaputa circa due anni fa”, racconta il cuoco catanzarese. “Dopo un primo provino a Milano, il covid ha fermato a lungo i lavori e solo prima di Natale sono stato richiamato per prendere parte alle registrazioni a febbraio. E’ stata una bella esperienza, Borghese e gli altri giudici sono persone molto affabili, è stato un peccato non essersi potuti avvicinare più di tanto per le misure anticovid”.

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Per la sfida televisiva, Caserta ha proposto inizialmente dieci pietanze tipiche calabresi delle quali sono state selezionate tre ricette: pasta scilata al ragù, il soffritto di maiale e il piatto forte della casa, la tasca di tonno ai frutti di bosco. Lo stesso chef, per la prova contro il Lazio, ha scelto di mettersi alle prove con una ricetta avversaria, le polpette alla Diego con cacio e pepe. Nonostante la sconfitta, la Calabria ha incassato comunque dei voti positivi, 8 e 7, che la redazione difficilmente assegna nella prima fase.
L’evento televisivo è stato un toccasana anche per chef Caserta: “Subito dopo la puntata andata in onda – racconta – gli amici hanno cominciato a scrivermi e a farmi i complimenti. E’ stata una buona opportunità per farsi conoscere e apprezzare ancora di più in un periodo particolare. Il nostro locale, attivo da sei anni in via Lombardi, lavora principalmente in orario di pranzo con gli uffici e abbiamo dovuto fare tanti sacrifici per non far venire meno il servizio. La nostra attività non è solo ristorazione, ma un luogo di ritrovo e di incontro ed è la quotidianità del rapporto umano quello che manca di più”.