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Spirlì ospite di “Un Giorno da Pecora”: “Fosse per me chiuderei le scuole per altre due settimane”

Per il presidente ff della Regione serve un intervento straordinario per far guarire la sanità calabrese

“Abbiamo urgenza che il governo ci faccia ottenere una sanatoria per la nostra sanità”. Lo ha affermato il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, ospite a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1.

“La sanità calabrese – ha ricordato Spirlì – patisce una debolezza da oltre 20 anni, è commissariata da quasi 11 ma prima ci sono stati dei veri e propri ladrocini da chissà quanti decenni. Ai danni che erano stati già creati si è creata la beffa e il danno di un commissariamento che non solo non ha risolto, ma addirittura ha aumentato i problemi. Sono a Roma in questi giorni – lo dico pubblicamente – per chiedere al governo la possibilità di coprire con un intervento straordinario questa voragine e chiudere i due-tre miliardi di debito”.

“Fosse per me chiuderei le scuole ancora per due settimane per finire la vaccinazione – ha detto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì ospite a “Un giorno da pecora” su Rai Radio1. “Ora in Calabria – ha spiegato Spirlì – siamo arancioni, fino a ieri eravamo intorno ai 200 contagi, anche se la media si è un pò alzata purtroppo. Non credo che riusciremo a cambiare colore troppo presto e mi auguro che non sia verso il rosso. Sono un po’ preoccupato perché la variante inglese è arrivata anche i  Calabria, purtroppo l’avevo previsto dopo i primissimi dati e  perché questi ultimi giorni i contagi sono arrivati anche tra le giovani generazioni. La cosa – ha aggiunto il presidente ff della Regione Calabria – mi sta preoccupando da un po’ di tempo”.

Per quanto riguarda le scuole, Spirlì ha osservato: “La situazione è stata manovrata in maniera sbagliata, perché da parte mia non c’é nessuna voglia di fare braccio di ferro tra destra, sinistra o centro, c’è ancora l’idea chiara sulla necessità di prevenire in una Calabria che non ha una sanità organizzata piuttosto che dover curare una zona rossa che però è rossa per i contagi tra i ragazzini. Un mese e mezzo fa – ha ricordato il presidente facente funzioni della Regione – avevo proposto all’Ufficio scolastico regionale e a tutti i sindacati di fare una chiusura di due settimane, iniziare la vaccinazione del personale scolastico e dopo quelle due settimane cominciare ad poi aprir  man mano le scuole, fermo restando che ci sarebbe potuto scappare una terza settimana di Dad. Adesso siamo con una mia ordinanza fermata dal Tar, per cui le elementari e medie sono aperte, e il numero dei contagi è  aumentato in maniera esponenziale, le superiori sono invece metà e metà, nel senso che ho dato massimo il 50% di riempimento delle aule ma ho concesso alle famiglie di chiedere ai presidi di poter scegliere per i loro ragazzi. Fosse per me – ha concluso Spirlì – le chiuderei ancora per due settimane per finire la vaccinazione, che sta andando avanti”.