Quantcast

“Curarci nella nostra terra, per noi fondamentale. Con la Breast Unit del Pugliese- Ciaccio è possibile”

Ecco i racconti di chi ha vinto o sta combattendo la battaglia contro il tumore al seno: “Medici di straordinaria umanità e professionalità”

Vogliono parlare direttamente loro, per raccontare l’esperienza vissuta, per far conoscere attraverso una testimonianza diretta quella che è la realtà della Breast Unit dell’Ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, il centro integrato per la cura dei tumori alla mammella che, dal 2019, permette alle donne calabresi di curarsi nella propria regione senza dover emigrare in altre, con l’ausilio di macchinari all’avanguardia che consentono precoci diagnosi di patologie tumorali. La voce è proprio quella di alcune donne che hanno vinto o stanno combattendo una grande battaglia, accompagnate dalla professionalità dei medici di una grande eccellenza del capoluogo di regione.

Lo smarrimento dopo la diagnosi e il sostegno dell’équipe medica. La voce di Rossella

Quando arriva una diagnosi di tumore è come se ti cadesse il mondo addosso. Ti trema la terra sotto ai piedi. Ti senti smarrita. Pensi di non farcela. E invece ce la fai, anche grazie al supporto dei medici che sanno prendersi cura di te, senza doverti allontanare troppo da casa. E’ questo il pensiero delle tre giovani donne, che di questo sono assolutamente convinte e i loro racconti, fatti a cuore aperto, ne danno testimonianza.
“Stavo facendo dei semplici controlli di prevenzione quando ho appreso di avere un carcinoma maligno. E’ stato come una doccia fredda – ha raccontato Rossella P., giovane donna catanzarese di 45 anni – eppure in quel brutto momento di smarrimento e sconforto ho avuto la fortuna di essere sostenuta dall’équipe della Breast Unit catanzarese, non dimenticherò mai i dottori Abbonante, Bertucci e Veltri, le dottoresse Battaglia, Aloe e Capicotto che hanno saputo prendermi per mano e accompagnarmi nel percorso di guarigione.”

Curarsi vicino casa fa la differenza

Il primo pensiero di Rossella, che l’anno precedente era stata vicino ad un’amica che aveva dovuto combattere fuori regione il suo male, è stata la preoccupazione di doversi allontanare da casa: “Sapevo cosa volesse dire curarsi fuori, aiutavo io la mia amica a prenotare i voli e organizzare i viaggi per le visite – ha proseguito – subito ho pensato al trambusto che avrei dovuto affrontare insieme ai miei familiari, ho pensato ai miei bambini, al lavoro, alla lontananza da casa.”

La mia situazione era molto critica e mai una volta mi sono sentita abbandonata, ho sempre avuto attenzione e supporto anche nell’approcciarmi ai miei bambini a cui ho dovuto spiegare che non stavo bene

Ma fortunatamente niente di tutto questo, perché la donna è riuscita a curarsi nella sua città: “L’équipe mi ha accolta, mi ha spiegato ogni cosa, sciolto ogni dubbio. La mia situazione era molto critica e mai una volta mi sono sentita abbandonata, anzi al contrario ho sempre avuto attenzione e supporto anche nell’approcciarmi ai miei bambini a cui ho dovuto spiegare che non stavo bene – ha continuato a raccontare con commozione – in questa delicata fase è stato prezioso il loro sostegno, non trovo le parole esatte per definire la professionalità e l’umanità di questa realtà ospedaliera.”

Celerità, professionalità, dedizione e umanità. Ecco l’esperienza di Emanuela

A parlare dello straordinario lavoro dei medici e di tutto il personale della Breast Unit è anche Emanuela G., che a 44 anni è arrivata da Locri a Catanzaro per curare la sua malattia supportata dal prezioso staff: “Sono stati veloci nelle procedure di accertamento e mi hanno accompagnato passo passo – ha affermato – sono entrata in ospedale sola, a causa del Covid, e mi sentivo smarrita, non conoscevo l’ospedale di Catanzaro e avevo paura – ha proseguito – Posso dire che sono stata subito accolta e accompagnata nei vari step con cura e attenzione. So cosa significhi dover affrontare queste situazioni molto lontano da casa, ho avuto tanti familiari che sono stati costretti a curarsi fuori regione, io mi ritengo fortunata ad aver conosciuto questa realtà calabrese, che se pur lontano da casa mia, mi consente in poco tempo di raggiungerla.”

Li vedo sempre lavorare sodo per dare risposte e infondere serenità, questo è importante perché mi permette di trovare la forza di non mollare, non mi sento un numero, ma una persona che è parte della loro famiglia

Ma quello che vuole sottolineare la donna è lo straordinario sguardo umano con cui si è sentita guardata fin dal primo momento: “Si stanno prendendo cura di me, li vedo sempre lavorare sodo per dare risposte e infondere serenità, questo è importante perché mi permette di trovare la forza di non mollare, non mi sento un numero, ma una persona che è parte della loro famiglia. Mi sento di dover dire grazie ai dottori Abbonate, Veltri, Bertucci e Pisano e all’intero personale dell’unità.”

Realtà d’eccellenza, ecco la bella sanità. Il racconto di Alessandra

“In molti non conoscono la grande realtà della Breast Unit del Pugliese – Ciaccio, è un’équipe d’eccellenza che al Sud fa la differenza – ha continuato Alessandra G. giovane donna catanzarese di 40 anni – nella nostra regione si parla spesso di malasanità e la gente decide di curarsi altrove, ma non sempre è così, ci sono realtà che lavorano sodo e lo fanno in modo ineccepibile, l’unità diretta dal Professor Francesco Abbonante è una di queste. Ci sono il dottor Veltri, il dottor Bertucci, il dottor Minnici che insieme a tutti gli altri medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti formano una squadra di cui noi pazienti andiamo fiere.”

 Le donne calabresi sono le nostre donne e devono curarsi qui

Le donne lo hanno ribadito più volte e lo hanno fatto con chiarezza e con la volontà di far conoscere la struttura: “Ho deciso di mettermi nelle loro mani e l’ho fatto con la consapevolezza che non mi avrebbero mai lasciato sola e così è stato – ha aggiunto Alessandra – nel mio caso sono stata anche molto fortunata perché la situazione non era critica ma mi sento di dover raccontare lo straordinario lavoro che fa questa squadra, perché credo che solo parlandone si possa far conoscere. Le donne calabresi sono le nostre donne e devono curarsi qui, mi disse una volta il prof. Abbonante, e questo è rimasto impresso nella  mia mente. Per loro è importante che le donne calabresi siano curate nelle loro terra, e lo è anche per noi – ha concluso – non ci sono parole per descrivere il loro operato e non mi stancherò mai di dirlo.”

 

Immagine presa dal web