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Cinque domande per capire cosa succede all’Asp: Riccio scrive a Gratteri

La lettera di De Santis ai raggi x per capire le anomalie rilevate dal consigliere comunale

E’ indirizzata, anche, al Procuratore Nicola Gratteri la nota con cui il consigliere comunale Eugenio Riccio accende, nuovamente, i riflettori sull’Asp di Catanzaro.  “Se Catanzaro, – incalza Riccio – come più volte ribadito, è la città del quieto vivere con la sua classe dirigente, ai massimi livelli, accomunata da rapporti di “fratellanza”, appare del tutto inverosimile il silenzio che ha fatto seguito all’incredibile lettera trasmessa da Claudio De Santis, direttore U.O. di Igiene e sanità Pubblica, al sindaco Sergio Abramo, nella quale si certifica il fallimento dell’Asp di Catanzaro nella gestione delle iniziative di contrasto al Covid 19, dichiarandone la resa, “visto l’esiguo numero di personale di cui dispone l’ufficio competente. Se la politica deve sempre muoversi in un ambito dialettico e propositivo, appare altresì evidente che, in casi clamorosi come questo, dove l’Asp di Catanzaro di fatto ammette la propria incompetenza, ad occuparsi della vicenda debba essere la Procura della Repubblica di Catanzaro”.

“Lo abbiamo fatto – dichiara Riccio – questa mattina, scrivendo direttamente al Procuratore Gratteri, chiedendo di essere ascoltati, con il massimo rispetto che abbiamo per tutte le istituzioni, Asp in primis, ma per senso del dovere nei confronti soprattutto di quei cittadini Catanzaresi che hanno avuto la sfortuna di contrarre il virus per precipitare poi in “quella terra di nessuno” fatta di disservizi e problemi di ogni genere. Alla Procura abbiamo chiesto  di verificare se via sia una correlazione tra l’aumento del contagio in città e comunque in tutto il territorio di competenza dell’Asp di Catanzaro (l’intera provincia . . ) a causa dell’esiguo numero di personale di cui l’ufficio dispone, così come scritto dal dott. Claudio De Santis, direttore U.O. Igiene e Sanità Pubblica A.S.P. Catanzaro, atteso che dopo un anno dall’inizio della pandemia appare del tutto improbabile ed incredibile che a Catanzaro, la città della salute e della buona sanità, non si sia riuscita a creare una Task Force per gestire le iniziative di contrasto al covid. E’ forse così difficile spostare trenta quaranta unità di  amministrativi presso il dipartimento di prevenzione per contrastare e tentare di arginare la pandemia in atto? E’ normale parlare di contrasto alla pandemia quando gli uffici del dipartimento della prevenzione dell’Asp sabato e domenica sono chiusi? A chi devono rivolgersi i cittadini colpiti dal virus il fine settimana?”.

“Perché – chiede Riccio –  non viene data comunicazione pubblica alla cittadinanza di eventuali reperibilità degli addetti preposti al contrasto al covid? Una lettera, quella del dott. De Santis, che se certifica il fallimento dell’Asp di Catanzaro nella gestione e nelle iniziative di contrasto al covid pone comunque 5 (cinque) interrogativi che abbiamo girato all’autorità giudiziaria:

1) Di chi sono le responsabilità ?

2) esiste correlazione tra la palese incapacità di organizzare gli uffici dell’Asp preposti al contrasto del covid ed il diffondersi del virus in città ?

3) perchè non vengono utilizzati tutti i settori e gli uffici del dipartimento di prevenzione, con relativo personale,  per porre in essere una vera task Force per contrastare seriamente il covid ?

4)perchè nessuno dell’Asp, a tutti i livelli, si attiva per garantire agli uffici del dott De Santis il personale adeguato a far funzionare i servizi di prevenzione e la lotta al covid ?

5) perchè gli uffci del dipartimento di prevenzione di via Acri a Catanzaro sabato e domenica sono chiusi ? Forse il covid il fine settimana va in vacanza ? E i cittadini a chi devono rivolgersi sabato e domenica laddove ritengono di essere affetti da covid?

Crediamo che a queste semplici domande debbano immediatamente seguire altrettante risposte che assicurino e garantiscano la salute dei cittadini catanzaresi”.