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Costanzo: “Le rassicurazione di Figliuolo non bastano, campagna vaccinale a rilento”

I numeri parlano chiaro, Calabria ultima. E nel nostro territorio situazioni ancora più gravi

«Stiamo trovando delle buone soluzioni organizzative per incrementare gli hub vaccinali nell’ottica del Piano. Si sta andando avanti e sono molto contento di quello che si sta facendo qua in Calabria». Nonostante le rassicurazioni fornite ai cronisti dal generale Francesco Paolo Figliuolo a conclusione di una riunione alla Cittadella regionale, la campagna vaccinale contro il Covid 19, va decisamente a rilento piazzando la Calabria tra le ultime regioni nella somministrazione delle fiale. In termini percentuali, nessuna Regione ne ha somministrate di meno (dato aggiornato allo scorso 26 marzo). E’ quanto si legge in un comunicato stampa del consigliere comunale di Fare Per Catanzaro, Sergio Costanzo. 

L’ultima media di dosi somministrate ogni giorno in Calabria è di 5.340. Sono 19.950, pari al 13,03% dei 153.062 totali, gli over 80 calabresi che hanno completato il ciclo vaccinale con la somministrazione della prima e della seconda dose. Quelli che hanno ricevuto la prima dose sono 59.532 (38,89%) mentre quelli che devono ricevere ancora la prima dose sono 93.530, pari al 61,11%. Dati che testimoniano una totale disorganizzazione a fronte di un costante e preoccupante aumento dei positivi e di conseguenza alla saturazione delle terapie intensive e dei posti letto di area Covid degli ospedali. Precarietà che ci ha portato a essere collocati in zona rossa con tutte le conseguenze per famiglie, scuola, imprese, piccoli artigiani e commercianti. Categorie oramai in crisi economica e stressati psicologicicamente. Situazione figlia di un commissariamento che dura da più di 10 anni nel corso dei quali sono stati finanziati e mai realizzati 4 ospedali mentre ne sono stati chiusi 18 creando disagi ai cittadini con interi reparti soppressi per mancanza di personale a causa del blocco del turnover imposto da un piano di rientro “lacrime e sangue”.

Gli annunci sono rimasti sulla carta, i reparti sono rimasti con il personale ridotto all’osso nessun piano di potenziamento delle strutture. Terapie intensive non potenziate mentre rimangono un mistero i reparti Covid di Spirlì – pensiero. In questo marasma generale come si potrà procedere”speditamente” alla campagna vaccinale ? Se al momento è ancora lontana da essere completata per gli over 80 ed il personale scolastico docente e non docente ed è al palo quella per le categorie fragili? Se questa è la situazione generale, ancora più drammatica è quella che si verifica in alcune zone della città di Catanzaro.

Come nel caso del quartiere Sala Campagnella, dove malgrado la piena disponibilità dei medici di base, solo una piccola parte di 80enni ha avuto inoculato la prima fiala e si sta procedendo in modo ancor più lento alla somministrazione della seconda dose. Una disorganizzazione che porta a una incomprensibile discriminazione della campagna vaccinale, anche all’interno dello stesso territorio comunale dove si configura una mappa composta da cittadini di serie A e di serie B, medici di serie A e di serie B e quindi, quartieri di serie A e di serie B. Non sappiamo – conclude Costanzo – come nascono e da quali mani si materializzano queste differenzazioni e quali criteri vengono adottati. E’ quanto chiediamo al commissario Longo e al dottor Varone. Ma anche al sindaco Abramo, al quale, vorremmo suggerirgli di mettere da parte le inaugurazioni di facciata, di finirla con questa sua ossessiva “promozione d’immagine”mirata ad accaparrarsi un proseguo politico ambendo a un nuovo posto al “sole” di Germaneto e, di mettere in atto le sue prerogative di primo responsabile della salute dei suoi concittadini che la legge gli assegna, pretendendo un imparziale e celere programma di vaccinazione. Per quanto ci compete e per le nostre possibilità siamo disponibili a segnalare locali idonei alla somministrazione dei vaccini”.