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Il Dj fulcro dell’attività usuraia, il pizzo pagato dal 1976 e i regali di Natale, Pasqua e Ferragosto. La paura e il coraggio di chi ha denunciato

Nell'ordinanza emergono i particolari agghiaccianti dell'operazione in cui sono state indagate 22 persone, 13 delle quali arrestate con l'accusa di essere veri strozzini

Big Bang. Tecnicamente il grande colpo. E’ questo il nome dato all’operazione condotta dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro, agli ordini del colonnello Antonio Montanaro e da quelli della compagnia di Sellia Marina, guidati dal capitano Alberico De Francesco.

L’azione dei militari è stata coordinata dalla Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, a seguito delle risultanze investigative che hanno trovato riscontro nella richiesta firmata dai procuratori Veronica Calcagno e Domenico Guarascio e nell’ordinanza del Gip Paola Ciriaco.

Il DJ a capo di un’associazione dedita all’usura

Il grande colpo, quello che voleva mettere a segno l’associazione di usurai che faceva capo, almeno nello specifico a  Big Martino, alias Andrea Martino Sirelli, fulcro dell’attività criminosa e noto nella zona per la sua attività di Dj.

Le scadenze fisse per pagare il pizzo

Le tre date segnate sul calendario delle vittime di usura del circondario sono sempre le stesse rivelate già nel 2017 dall’inchiesta Jhonny. Natale, Pasqua e Ferragosto. (In basso il pezzo datato 2017 in cui già si rivelava il sistema del pagamento del pizzo) 

Operazione Jonny, il pizzo si paga sempre ma soprattutto a Natale, Pasqua e Ferragosto

In prossimità delle feste religiose più importanti gli strozzini passano dalle attività commerciali taglieggiate e “chiedono il conto”. Ovviamente un conto non dovuto. Ovviamente non il solo, poiché in realtà quello è “semplicemente” il fisso, poi ci sono gli interessi che crescono, per chi abbia avuto la sventura di aver bisogno di soldi e di rivolgersi a loro.

C’era chi pagava pizzo e interessi usurai quando ancora circolava la lira

E quel che sorprende ancora di più è il fattore tempo. Alcuni imprenditori pagavano il pizzo, gli interessi e ogni accessorio, quando ancora era in vigore la lira. Cinquecentomila lire sono diventate 270 euro.

Ma non ci sono solo i soldi di mezzo. Anche forniture di bibite gratis, mattonelle pretese senza alcun corrispettivo in cambio, materiali edili.

La testimonianza: Certo che ho paura tutti ne hanno paura, perché conosco chi sono, sono mafiosi

“Ora che vendo bibite – dice una delle vittime –  lui mi ha chiesto più volte bibite, acqua, coca cola, che gli ho dato o gratuitamente o con uno sconto, perché per lui o per quelli come lui cioè gli ‘ndranghetisti è dovuto. L’anno scorso mi ha chiesto una vetrina e me lo ha chiesto come fosse una cosa dovuta” (…) “Certo che ho paura tutti ne hanno paura, perché conosco chi sono, sono mafiosi”

Le mattonelle ed il materiale edile preteso senza pagare e i danneggiamenti alle imprese

“Mattonelle per un valore di euro 1.400, si faceva consegnare due cambiali per il valore complessivo di euro 1.700, con scadenza a tre mesi, applicando un interesse pari al 21.43% trimestrale”. E poi le risultanze investigative su cui hanno lavorato gli inquirenti : “Avendo dato in prestito a (…) di 4000 euro, si faceva consegnare entro il mese successivo alla dazione, euro 500 a titolo di interessi oltre all’intero capitale, con un tasso di interesse pari al 12,5% mensile. A (…) titolare di un’attività  al dettaglio di materiale edile, veniva chiesto di consegnargli una somma di denaro a Pasqua, a Ferragosto e a Natale, pari a circa euro 400, e a consegnargli gratuitamente, secondo le proprie esigenze, prodotti quali vernici, sanitari, e ciò faceva dapprima compiendo atti intimidatori, in particolare danneggiamenti presso l’impianto di calcestruzzo. Ad un  titolare di un’azienda agricola a pagare loro una somma di denaro mensile, quantificata dapprima in 500.000 Lire, poi in 270 euro”

600 euro al mese di interessi per un “prestito” da 4.000 euro

“Ho pagato  – dice la vittima – dall’apertura dell’attività per circa vent’anni 270 euro al mese di Pizzo (preciso 500.000 lire e successivamente all’entrata dell’euro 270. euro) per un totale di 65000euro circa. Per un anno ho pagato 1000 euro di interessi del prestito piu 270 euro di pizzo per un totale di 15.000,00 euro circa. Dal 2013 al 2014 1000 euro al mese di interessi per un totale di 12.000; dal 2014 al 2016 siccome avevo versato 4000 euro di quota capitale pagavo 600 euro al mese per un totale di 12000. Nel 2016 siccome ho versato 3000 euro di capitale con una rata di 300 euro per un totale di 4000 euro. Infine a seguito dell’accordo di rientro del capitale sto pagando 250 euro al mese di cui mancano ancora 500 euro al raggiungimento dei 4800 euro”

Pago il pizzo dal 1976 e mio figlio dà ancora “il regalo” a Natale Pasqua e Ferragosto

E ancora .”mi chiede un regalo a Natale, a Pasqua, a Ferragosto, gli dò 400 euro, non so esattamente da quando sia iniziata questa usanza. Forse dal 1976, quando ho  subito dei danneggiamenti    all’impianto di calcestruzzo, mi hanno rotto la pesa e i nastri trasportatori. Poi l’impianto di calcestruzzo è stato chiuso perché l’attività andava male  e ho lasciato soltanto l’impianto di inerti. Da quando ho il magazzino sulla 106 cioè l’attività commerciale è capitato che vengano  al magazzino e io gli dò gratuitamente i materiali di cui hanno bisogno, in qualche occasione qualche latta di pittura, qualche vaso bidet.  Mio figlio continua a pagare questo “regalo” di Natale, Pasqua e ferragosto”.

E le testimonianze riportate nell’ordinanza hanno tutte questo tenore. Come le avevano quelle del 2107, o quelle più recenti cristallizzate nell’indagine Basso Profilo. (In basso l’articolo del 14 febbraio 2021  in cui si riportano le risultanze della Dia Catanzaro sugli imprenditori che accettano di pagare il pizzo)

La Dia: “Per gli imprenditori la presenza criminale è risorsa e non imposizione. Normale pagare la “PIZZ…eria”

La denuncia di chi si sente Stato ma ora non può essere lasciato solo dalle istituzioni

La denuncia è certamente il primo e più importante passo per liberare i territori di tanto marciume. Ma è anche vero che a questa deve seguire la costruzione di un’adeguata rete di protezione per chi decide di non arrendersi, per chi decide di avere coraggio, per chi decide di essere Stato anche così.