Quantcast

“Covid 19, catanzaresi lasciati soli”, lo sfogo di Riccio e Corsi

I consiglieri comunali: "Inefficienze scaricate sulle famiglie"

Più informazioni su

“Se Dante, il sommo poeta , di cui quest’anno ricorrono i settecento anni dalla morte, nella sua idea di oltretomba  non vedeva di buon occhio gli ignavi, quelle persone che in vita non avevano agito né per il bene e né per il male, non avendo mai espresso idee proprie e adeguandosi sempre all’idea del più forte, mai come oggi a  questa odiosa categoria di persone, gli ignavi,  appunto, risulta essere affidato, a tutti i livelli, il governo della città e la gestione della pandemia e dell’emergenza sanitaria. Ma, la domanda è d’obbligo, gli ignavi come gestiscono la pandemia in città?  Semplice, rinunciando all’azione di governo evitando di gestire le problematiche connesse alla pandemia e scaricando tout court le proprie incapacità ed inefficienze direttamente sui cittadini e sulle loro famiglie”.

E’ quanto affermano i consiglieri comunali Antonio Corsi ed Eugenio Riccio che proseguono:   “Gli ignavi, infatti, non governano, rinunciano, non prendono decisioni, si astengono, non hanno interesse a garantire la salute pubblica, troppo complicato e dispendioso, gli ignavi, insomma, tendono a galleggiare nel mare magnum dell’incompetenza e dell’inconsistenza culturale. Poco importa, per gli ignavi, se i catanzaresi affetti da Covid sono soli ed abbandonati dalle istituzioni, se gli uffici dell’Asp sono impreparati a gestire la pandemia, se i ragazzi non vanno a scuola, se per vaccinarsi bisogna raccomandarsi a Maria, loro, gli ignavi, non prendono posizione,  sono silenti, non disturbano il manovratore. A loro, agli ignavi, non interessa nulla se tutto va in malora, se le famiglie diventano facile preda della disperazione, i negozi chiudono e gli imprenditori vengono spazzati via dalla crisi”.

“Ai cittadini, allora, alle famiglie – concludono – e agli imprenditori non resta che affidarsi alla speranza e a quella legge del contrappasso che in Dante, per contrasto, rappresentando la pena l’opposto del peccato vedeva gli ignavi costretti alla sollecitudine costante e inutile di vermi e scarafaggi”.

Più informazioni su