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Soppressione postazioni 118, Pitaro chiede all’Asp la revoca della delibera

"Inaugurare un metodo di lavoro, tra il  vertice della sanità calabrese e gli  amministratori locali"

“Da un lato si è unanimemente concordi che per riattivare un servizio sanitario dignitoso, specie al tempo del Covid, occorre salvaguardare e potenziare la medicine di prossimità, la sanità territoriale e la rete di emergenza-urgenza, dall’altro, però,  l’Asp di Catanzaro, consapevolmente o per  approssimazione amministrativa,  annuncia (con atti formali) azzeramenti di Postazioni Suem 118 di cui sfugge la ratio e persino il criterio che sovrintende ai tagli”.

Il consigliere regionale Francesco Pitaro ha chiesto nei giorni scorsi, con un’istanza rivolta oltre che all’Asp alla Struttura commissariale per il piano di rientro e al Presidente della Regione, “il ritiro della deliberazione dell’Asp  N. 423/2021 che sta ingenerando preoccupazione nei diversi comprensori della provincia”.

E al commissario per la sanità Longo “un intervento urgente per una ricognizione su quanto sta accadendo, al fine di  garantire lo svolgimento delle primarie prestazioni di emergenza/urgenza in favore delle comunità che dalla deliberazione dell’Asp temono ripercussioni negative sul diritto alla salute. Tutto ciò – spiega – perché è indispensabile agevolare non contrastare la pianificazione dell’assistenza sul territorio portando gli operatori dove c’è il paziente”. Aggiunge Pitaro: “Mercoledì 7 aprile mi farò interprete dei disagi espressi in diversi territori e sottoporrò la questione Pet direttamente al commissario Longo, invitato ad intervenire ai lavori della Commissione Sanità del Consiglio regionale di cui sono parte”.

Conclude Pitaro: “In ogni caso, sarebbe buona cosa se il dottor Longo o uno dei due sub Commissari nominati dal Governo, viste le decisioni assunte dai consiglieri comunali di Girifalco (punto di riferimento sanitario per circa 30mila persone) e dei sindaci dell’area allarmati per l’ipotizzata soppressione della postazione 118 discendente dalla delibera 423/2021, partecipasse al Consiglio comunale programmato per il 7 aprile. Sarebbe l’occasione – conclude Pitaro –  per  inaugurare un metodo di lavoro, tra il  vertice della sanità calabrese e gli  amministratori locali,  non più contraddistinto da decisioni improvvise ed unilaterali  calate dall’alto (penso alla retrocessione della postazione 118 di Maida per esempio), ma all’insegna della leale collaborazione per evitare preventivamente scelte poco accorte. Le quali, anziché unire le energie istituzionali e politiche,  spesso  provocano frustrazioni e contrapposizioni di cui si dovrebbe fare volentieri a meno. Soltanto un’organizzazione sanitaria all’altezza sul territorio può fare da filtro alla domanda di assistenza sanitaria che altrimenti finisce negli ospedali, ma come si può pensare di centrare l’obiettivo senza il pieno coinvolgimento degli amministratori locali?”.