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Comitato Ristoratori: “Da Lega e Spirlì colpo di grazia al settore”

Cambio di governo, "ma la musica nei fatti non è cambiata anzi le note sono proprio sulla linea dei Requiem di Mozartiana memoria"

“Solo qualche mese fa il buon Matteo Nazionale (Salvini) si schierava apertamente dalla parte dei ristoratori e contro i Dpcm dell’ ex Premier Conte e dell’attuale ministro della Salute Speranza, definendo i lockdown inutili alla limitazioni dei contagi e utili a minare la sopravvivenza di numerose attività economiche.

Poco dopo l’altro buon Matteo Nazionale (Renzi) decise di staccare la spina all’allora Governo Conte targato Pd-m5s-leu-Iv e convergere su un governo di unita nazionale guidato dall’ ex Governatore della Banca d’Italia Draghi.

Restando in tema ristorazione si è dato vita ad un Morzello“. E’ quanto afferma il Comitato Ristoratori di Catanzaro attraverso una nota stampa.

“Nonostante ciò, il nostro settore – proseguono nel comunicato –  ha risposto fiducia nei programmi e nell ‘azione del neonato Morzellum per superare i gravi ritardi collezionati dal precedente esecutivo in tema di vaccinazioni e mettere in campo azioni utili per rilanciare l’economia del nostro paese.

Ma, come spesso accade in politica, i buoni propositi vi erano tutti, i fatti un po meno. Si comincia con il decreto ristori, parzialmente partorito dal precedente governo Conte e messo in campo dal
Governo Draghi.

Proprio leggendo il testo del decreto abbiamo compreso che la musica nei fatti non era cambiata anzi le note erano proprio sulla linea dei Requiem di Mozartiana memoria.

A tutto ciò si unisce il ritorno del virus che con il suo dilagare costringe nuovamente la nostra nazione a colorarsi di Rosso e arancione e la nostra regione cadere nel baratro più profondo con un rosso cupo che con u a sanità a pezzi e un’ Organizzazione scarsa ed elefantiaca della campagna vaccinale non lascia intravedere nessun spiraglio di luce.

Con buona pace degli slogan elettorali del Presidente Spirlì e del Matteo nazionale (Salvini) – concludono i ristoratori  – ‘Io speriamo che me la cavo’“.