Quantcast

‘Noi, residenti al Corvo da oltre trent’anni. Tutte le promesse di un quartiere dimenticato’

"Tanti catanzaresi si sono trasferiti nella zona Sud, quando si parlava di un centro commerciale, di uno sportello di posta, di una banca, di una piscina, campi da tennis. E invece tanto degrado'

Riceviamo e pubblichiamo a seguire la lettera firmata 

Gentile Direttore,

abito nella zona Sud di Catanzaro dove degrado e abbandono hanno toccato veramente i minimi storici. Sono oramai oltre 36 anni che vivo al Corvo, e proclami e sirene dell’epoca annunciavano la creazione del nuovo quartiere come la piccola Rende di Catanzaro, e tanti catanzaresi si sono trasferiti nella zona sud, pensando di essere ai piedi di una parabola crescente, che avrebbe portato alla costruzione di un centro commerciale, di uno sportello di posta, di una banca, di una piscina (era stata anche posata la prima pietra), di campi da tennis, pallavolo e basket. Invece l’inizio è coinciso con il vertice della parabola che decresce inesorabilmente e non si vede la fine.

Che Sergio … si sia  fermato a … Sala?
Che i catanzaresi del quartiere siano diventati catanz…arresi?
Mi chiedo se sindaco, assessori, tecnici comunali vari, abbiano mai fatto un giro dalle nostre parti, magari con carta e penna per un pro-memoria su quello che va e quello che non va.

Chi ha investito dalle nostre parti si ritrova con un pugno di mosche, in una realtà che non ha mercato immobiliare. Le invio alcune foto che descrivono alla perfezione la situazione attuale e come vengono eseguiti i pochi lavori nel quartiere:

Palazzetto dello Sport veramente inquietante
Si procede all’appalto del taglio dell’erba dove, “giustamente”, non è previsto la rimozione della sabbia che in tanti anni ha ristretto la larghezza dei marciapiedi e ricoperto le cunette per lo scolo delle acque piovane.

Si è proceduto al taglio selvaggio degli alberi sul marciapiede adiacente il palazzetto in quanto ammalati. Sperando che qualcuno abbia pensato a ripiantarne altri.
E al taglio di altri, in modo quantomeno discutibile.

In alcune aree l’erba viene tagliata per una fascia limitata.
Strade che vedono come un miraggio un poco di binder e tappetino.

Muri di sostegno che andrebbero … sostenuti. Opere iniziate da oltre vent’anni e mai finite. In compenso abbiamo migliaia di metri quadri recintati, per sancire l’avvenuto esproprio e magari per non perdere eventuali finanziamenti.

Chiudo con una chicca, l’abbandono di due copertoni, l’emblema d’inciviltà.

Egregio Direttore purtroppo “la non unione dei cittadini fa la forza di chi ci amministra”.
Distinti Saluti

Salvatore Veraldi