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Gettonopoli e il dilemma di Palazzo De Nobili, costituirsi o no parte civile? Anche nei confronti di chi ha risarcito…

Gli equilibri politici, già precari, potrebbero risentire delle conseguenze che avrà la richiesta di rinvio a giudizio

“Inducendo in errore il Comune di Catanzaro la quale rappresentavano documentazione come effettivo rapporto di lavoro con l’azienda, si procuravano un ingiusto profitto, consistito  nel conseguimento della somma complessiva di € 103.160. 34” Inducendo in errore il Comune di Catanzaro, determinando l’ente a considerare effettive le suddette riunioni, si procuravano l’ingiusto profitto da parte del Comune consistito nei così detti gettoni di presenza”

La richiesta di rinvio a giudizio del Pm Mandolfino e la fissazione dell’udienza

Sono tutti più o meno di questo tenore i capi di imputazione contenuti nella richiesta di  rinvio a giudizio firmata dal sostituto procuratore Pasquale Mandolfino depositata il 25 marzo scorso e allegata al decreto di fissazione dell’udienza preliminare firmata da Valeria Isabella Valenzi, a carico di 12 indagati nella vicenda Gettonopoli.

(in basso la notizia di stamattina)

Gettonopoli, a giugno davanti al Gup 5 consiglieri comunali e 2 ex esponenti di palazzo De Nobili

Chi sono gli indagati di palazzo De Nobili rinviati a giudizio

Di questi 12 indagati 5 sono consiglieri comunali ancora in carica, Giovanni Merante, , Andrea Amendola, Enrico ConsolanteSergio Costanzo, Antonio Triffiletti. Due sono dimissionari, Libero Notarangelo e Tommaso Brutto,  quest’ultimo per altro ancora  agli arresti domiciliari in quanto a sua volta indagato nell’inchiesta “Basso profilo”.

Chi ha già pagato e ottenuto la “tenuità del fatto” e va verso l’archiviazione

Non erano gli unici esponenti di Palazzo De Nobili ad essere rimasto coinvolti nell’indagine coordinata dalla Procura della  Repubblica di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri e condotta dalla sezione di Pg agli ordini del maggiore Gerardo Lardieri. C’erano anche Roberta Gallo, Francesco Gironda, Cristina Rotundo, Fabio Talarico, Agazio Praticò, Filippo Mancuso, Antonio Ursino, Luigi Levato, Francesca Carlotta Celi, Fabio Celia (dimesso), Antonio Angotti, Antonio Mirarchi, Manuela Costanzo, Rosario Lostumbo,  Giulia Procopi, Rosario Mancuso, Lorenzo Costa, Giuseppe Pisano, i quali hanno optato per rifondere le somme contestate ottenendo così l’archiviazione per tenuità del reato.

(l’anticipazione del 27 maggio 2020)

Affaire commissioni, la Procura pensa ad una sorta di “saldo e stralcio” per alcune posizioni

Chi è stato archiviato con formula piena

Archiviazione piena per Nicola Fiorita, Eugenio Riccio, Gianmichele Bosco e Demetrio Battaglia.

Presunzione di innocenza per tutti, però…esiste una parte offesa, il Comune

Perché è importante ricostruire e tenere il punto su come sono andati i fatti e sulle diverse conclusioni per ognuno degli indagati, pur tenendo fermo il principio che fino al terzo grado di giudizio, per il diritto italiano, vige la presunzione di innocenza e non quella di colpevolezza.

E’ importante perché, se a dieci delle persone indagate è stata riconosciuta la tenuità del fatto in virtù del principio secondo il quale si evidenzia in sostanza la sussistenza di un reato, ma che risulti non meritevole di punibilità a causa dello scarso disvalore che lo contrassegna e del fatto che gli indagati hanno risarcito (riparato) la parte offesa, il Comune, significa non solo che il reato, sempre secondo l’accusa, è stato commesso ma che esiste una parte offesa.

Solo che in questo caso la parte offesa è una pubblica amministrazione nella sua componente politica, poiché trattasi di consiglieri comunali che avrebbero commesso il presunto reato ai danni dell’amministrazione che avrebbero dovuto governare nell’interesse collettivo.

Il Comune è stato “gabbato” si costituirà parte civile?

Quindi cosa farà ora il comune di Catanzaro. Si costituirà parte civile nei confronti degli indagati (tutti) che, sempre secondo l’accusa, “avrebbero tratto in inganno gli uffici” tradendo quel patto di fedeltà che dovrebbe legare gli eletti agli elettori?

Quale sarà l’atteggiamento politico nei confronti di chi ha deciso di pagare e come si giustificherà l’accettazione del risarcimento davanti al supremo interesse collettivo?

E accetterà, così senza reagire, il risarcimento di chi ha deciso di pagare? Perchè, se è vero che per gli indagati che andranno davanti al Gup la partita deve ancora iniziare, è anche vero che chi rifonderà il debito e accetterà la tenuità del reato (perchè va accettata) metterà un punto su questa vicenda, con tutto ciò che questo comporta. Anche ammettere di aver fatto qualcosa che non doveva essere fatto. E non importa che si tratti di aver percepito un euro o centinaia di migliaia di euro, o che ci siano state delle motivazioni sottese, per la giustizia resta il gesto, giudicato tenue nella sostanza, ma  esistente. Resta quindi una parte offesa che, pur risarcita, dovrà valutare come giudicare, politicamente e agli occhi della comunità, quel gesto. E se il “perdono” lo si deve a tutti in maniera cristiana, c’è un interesse collettivo da tutelare, quello per il quale ed in nome del quale si amministra una città.

Dei 7 consiglieri comunali (compresi i dimissionari) 3 tengono in piedi l’amministrazione Abramo, “se pur a giorni alterni”

Poi il fatto che alcuni dei coindagati abbiano deciso di risarcire non facilita la decisione, almeno quella politica. Perché eccezion fatta per Sergio Costanzo  e Libero Notarangelo (consiglieri di opposizione) e Tommaso Brutto (già dimissionario ma implicato in un’altra vicenda) ,davanti al Gup si presenteranno 3 consiglieri che oggi tengono in piedi l’amministrazione Abramo, se “pur a giorni alterni”.

A dicembre 2019 l’amministrazione Abramo rifiutò l’ipotesi di dimissioni di massa

La stessa amministrazione che fuggì a gambe levate dall’ipotesi delle dimissioni di massa all’indomani del terremoto che arrivò in quel dicembre 2019 su palazzo De Nobili.

Anche i consiglieri che hanno restituito le somme sono per gran parte di maggioranza

Così come, eccezion fatta per Fabio Celia (consigliere di opposizione), ad aver restituito le somme al Comune sono stati tutti i consiglieri di maggioranza, molti dei quali negli stessi gruppi di chi oggi è chiamato a dimostrare i fatti davanti ai giudici.

L’arrivo del Covid- 19 ha coperto ma non cancellato

Insomma, è vero che il Covid-19, è passato come una ruspa su tutto ciò che non è pandemia, ma i nodi finiscono sempre per arrivare al pettine quando non si sciolgono a tempo debito.

Prevarrà la ragion di Stato o la ragion di Status quo?

Ora l’amministrazione ha qualche mese di tempo (non molti a dire il vero) per decidere se far prevalere la ragion di Stato, inteso come istituzione madre di cui il Comune è espressione,  che tende alla difesa della legalità a qualunque costo o la ragion di Statu quo ( o status quo che dir si voglia), e cioè mantenere la situazione di fatto attuale (ovviamente quella politica). Qualsiasi sia la decisione, che dovrà essere spiegata comunque adducendo motivazioni forti,  non sarà indolore per i già precari equilibri politici del Comune, tenuti a dire il vero insieme, proprio da quella Pandemia che tutti ci auguriamo sparisca presto dalle nostre vite, ma che ha anche permesso di rimandare tante decisioni pur importanti.