Quantcast

“Io apro”: Francesco e Annarita Teti commercianti soli nella protesta

Nella città in zona rossa le saracinesche dei negozi restano dunque tutte abbassate, ma nuove proposte e iniziative incalzano per trovare compattezza

Catanzaro “non riapre”. E oggi, nella città in zona rossa, le saracinesche di molte attività commerciali restano abbassate. A parte due soli imprenditori, pare che nessun altro abbia aderito alla protesta pacifica per rivendicare il diritto a lavorare e chiedere la riapertura.

francesco teti abbigliamento

Ma la voce di un solo combattente non ha lo stesso eco di un grido corale e anche Francesco e Annarita Teti che, questa mattina, hanno riaperto di buon’ora le loro attività nel centro storico e nel quartiere Lido di Catanzaro, decisi a dire la loro, hanno fatto un passo indietro: “Abbiamo deciso di riaprire in zona rossa perché non possiamo più stare con le attività chiuse, credevamo che facendo un primo passo gli altri ci avrebbero seguito a ruota, ma ci siamo trovati soli e così non andiamo da nessuna parte – hanno raccontato – abbiamo chiesto ai colleghi di fare una protesta tutti insieme, ma si sono tirati indietro perché hanno paura delle conseguenze, non è così che si va avanti, le lotte si vincono insieme.

La nostra singola apertura oggi non ha senso, ecco perché dopo aver aperto abbiamo deciso di richiudere, bisognerebbe invece prendere spunto dalle altre città e fare una protesta corale.”

“Faccio parte dell’associazione 3V, ho scritto sul nostro gruppo per coinvolgere chi come me ha l’attività chiusa ma il silenzio è tombale, qualcuno tra i negozianti ha risposto all’invito ma senza risultati

Per Francesco la paura dei colleghi è comprensibile, ma è convinto che il silenzio debba essere in qualche modo rotto: “Faccio parte dell’associazione “3V” ho scritto sul nostro gruppo per coinvolgere chi come me ha l’attività chiusa ma il silenzio è tombale – ha proseguito – qualcuno tra i negozianti ha risposto all’invito ma senza risultati.

Ho sulle spalle due attività e non ho altre entrate, se non vengo a lavorare non so come andare avanti.” E per concludere l’imprenditore si rivolge ai colleghi: “Capisco che aprire possa portare problemi ma entriamo nei nostri negozi, illuminiamo le vetrine, facciamo vedere che ci siamo, così fermi non possiamo stare, cerchiamo di unirci per trovare una soluzione.”

Svuotiamo tutte le vetrine e chiudiamo le luci, solo così forse possiamo far capire cosa vuol dire avere una città privi di negozi, ci deve essere l’esatta percezione di quello che significa la nostra presenza in città.

A proporre un’iniziativa per coinvolgere i colleghi è anche Marisa Citriniti di Arcade, che questa mattina, senza aprire al pubblico, era all’interno del negozio per inventario: “Sono arrabbiata perché ho visto che tra noi commercianti non c’è compattezza, l’apertura ha senso se siamo insieme – ha precisato – a questo punto invito i miei colleghi a svuotare tutte le vetrine e chiudere le luci, solo così forse si può capire cosa vuol dire avere una città priva di negozi, accendere le luci e lasciare le vetrine allestite è inutile – ha concluso – ci deve essere l’esatta percezione di quello che significa la nostra presenza in città.”

Al momento non è possibile fare la vendita in loco degli articoli con codice non prioritario, ma diamo la possibilità al cliente di vedere i capi esposti in negozio e poi fare l’acquisto online

E se i dpcm non consentono di riaprire c’è chi cerca di trovare un’alternativa. Acquisire nuovi codici Ateco per contenere gli effetti della crisi è la strategia usata ad esempio da Maria Costa del negozio Blue Sand, che questa mattina ha potuto aprire per la vendita dei soli articoli consentiti: “Abbiamo ampliato l’offerta commerciale del negozio inserendo i codici Ateco che in questo momento sono ritenuti essenziali, come la biancheria intima – ha spiegato – Al momento non è possibile fare la vendita in loco degli articoli con codice non prioritario, ma diamo la possibilità al cliente di vedere i capi esposti in negozio e poi fare l’acquisto online, veniamo così incontro alla clientela e ci adeguiamo alle esigenze del momento.”