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Inchiesta piscina Pontepiccolo, pm chiede condanna a un anno dell’ex assessore Mungo

La decisione il prossimo 24 maggio. L'accusa è quella di traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta della Procura

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Il giudice per l’Udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gaia Sorrentino, deciderà il prossimo 24 maggio se condannare o meno l’ex assessore comunale allo sport Giampaolo Mungo secondo quanto richiesto oggi dal pm Graziella Viscomi.

L’ex componente della giunta comunale, unitamente ad Antonino Lagonia e Salvatore Veraldi, è accusato di traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catanzaro sulle presunte irregolarità nella gestione della piscina di località Pontepiccolo ed ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Stamattina, all’esito della sua discussione, il PM Graziella Viscomi ha chiesto la condanna del Mungo ad un anno di reclusione, mentre i difensori dell’ex politico (gli avvocati Leo Pallone e Vittorio Ranieri) hanno cercato di smontare il teorema accusatorio all’esito di lunga arringa, con la produzione di copiosa documentazione.
Mungo, secondo l’accusa, si sarebbe fatto promettere e corrispondere diverse utilità da Antonio Lagonia, titolare della società sportiva Catanzaro Nuoto, sfruttando rapporti con pubblici ufficiali o comunque incaricati di pubblico servizio. Al centro dello scambio di favori in particolare la gestione degli spazi d’acqua della piscina Vinicio Caliò.

Il 24 maggio il Gup, inoltre, deciderà anche se mandare a giudizio (come invocato dal PM Viscomi) gli altri coimputati, ovvero lo stesso Antonio Lagonia (che secondo l’accusa avrebbe materialmente corrisposto le utilità a Mungo) e Salvatore Veraldi (difensore dall’avvocato Antonello Talerico).

Antonio Lomonaco, legale di Lagonia, in sede di udienza preliminare, ha chiesto il proscioglimento immediato del suo assistito in quanto i fatti sono risalenti al 2014/2016, ovvero antecedenti alla introduzione delle legge “spazzacorrotti” e, pertanto, prima del 2019 non era prevista una punizione per l’agente attivo del reato.
Lo stesso Lomonaco ha ricordato che “come afferma pacificamente la Cassazione Antonino Lagonia è persona danneggiata dal reato contestato a Giampaolo Mungo pertanto seguiranno iniziative giudiziarie volte ad ottenere la restituzione dei soldi sequestrati sul conto corrente dell’ex assessore”

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