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Turuzzu, il cinema e la brasilena: imprenditore moderno e lungimirante

I funerali saranno celebrati domani alle ore 15.30 nella chiesa di San Rocco

E’ frizzante. Buona, buonissima. Sintesi perfetta di una terra capace di fare impresa partendo dalle sue risorse naturali. La brasilena è il simbolo del genio, della creatività e della lungimiranza con cui il commendatore Salvatore Cristofaro ha reso l’Acqua Calabria un prodotto senza confini.

Alle 2 di questa notte, a 96 anni, il cuore del Cavaliere ha smesso di battere. All’unisono, però, appresa la notizia della sua morte, sono iniziati a battere forte i cuori di tanti calabresi – e non solo  – che hanno visto, in un attimo, riaffiorare ricordi ed emozioni legati ad un prodotto davvero speciale. Quel gusto buono e fresco della bibita al caffè, dall’etichetta stile anni ’60 mai passata di moda, ha fatto e continua a far sognare il palato di tantissime persone che, aprendo il tappo e sentendo il suono frizzante del soft drink, hanno, tante volte, esclamato: “ma chi è il genio che ha inventato questa delizia?”.

Il genio è Turuzzu de a Gazzoseria, così lo conoscevano a Girifalco. Semplice, umile, buono, onesto, lavoratore e moderno. A bordo della sua jeep, sempre presente alla messa della domenica, vicino ai suoi dipendenti ha saputo, negli anni, coniugare tradizione ed innovazione. Intere generazioni sono cresciute frequentando il cinema Ariston di cui era proprietario. Tanti giovani hanno potuto studiare grazie al lavoro che Turuzzu ha dato ai loro padri.

Prima erano le valigie, poi i trolley: ma chiunque partiva per lavoro o per studio, tra abiti e accessori incastrava le sei bottigliette di brasilena. Il sapore, a tanti chilometri di distanza, diventava ancora più buono. Non a caso l’etichetta è stata tradotta in diverse lingue, fra cui anche l’arabo.

Salvatore Cristofaro, il papà della brasilena, ora, non c’è più. I funerali saranno celebrati domani alle ore 15.30 nella chiesa di San Rocco. A causa del Covid 19, Girifalco non potrà rendergli omaggio per come meritava. Di sicuro, però, ogni qualvolta i girifalcesi – e non solo – sorseggeranno una brasilena penseranno a Turuzzu ed alzando gli occhi al cielo diranno: grazie!