Quantcast

Lido Jonio, i gestori: “Siamo vittime del racket. Il sindaco applichi la legge e dia a noi la concessione demaniale”

L'appello denuncia di Matilde talotta, inviato al primo cittadino ma anche al Procuratore Gratteri

Non si ferma la battaglia di Matilde Talotta, titolare del lido Jonio in località Giovino nel quartiere marinaro della città, oggetto di un ordine di sgombero da parte del Tar Calabria, ma nello stesso tempo riconosciuta dallo Stato vittima di racket, a seguito di ben due incendi di natura dolosa che in tempi diverso hanno distrutto lo stabilimento balneare.

Lido Jonio contro Comune, il Tar segna il primo punto per l’Amministrazione

 

Assistita dall’avvocato Michele Gigliotti,  Matilde Talotta ha inviato una richiesta formale al Comune di Catanzaro, ma per conoscenza anche al procuratore capo Nicola Gratteri.

Il contratto avente ad oggetto la gestione dell’area oggetto di concessione demaniale intestata a Giovanni Valentino

“Ad aprile 2016 – scrive la Talotta –  ho sottoscritto formale contratto -(rep.155.567) per Notaio Rocco Guglielmo- con il Signor Giovanni Valentino, in qualità di concessionario, giusta concessione demaniale marittima n.283 del 2004, di una porzione di arenile demaniale, che dava in affitto il ramo di azienda denominato “Lido Ionio”, posto in Catanzaro alla Località Giovino. Il contratto prevedeva la gestione tanto della predetta porzione di spiaggia demaniale quanto la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, e la durata del  contratto segue il decorso della concessione demaniale marittima in capo al signor Valentino Giovanni.”

Minacce ai titolari del lido Jonio, rinviati a giudizio i due indagati. Uno figlio di un pubblico ufficiale

Gli investimenti di 300.000 euro per rendere l’area fruibile

“Io e la mia famiglia  abbiamo gestito che lo stabilimento balneare “Lido lo Ionio ce l’hai” investendo una somma pari a 300.000,00 euro circa per apportare le migliorie necessarie ad elevare lo standard dei servizi offerti. Tra il 2016 e il 2020, sono state assunte 15 unità lavorative a stagione, versando con regolarità le ritenute previdenziali ad ogni dipendente nel rispetto della normativa di settore e del relativo CCNL”

Gli incendi dolosi e i sacrifici per ricostruire tutto

“Durante  la gestione ci sono stati due gravissimi atti incendiari di matrice dolosa e che pertanto  sono stati sopportati ingenti esborsi economici al fine di ripristinare tempestivamente lo stato dei luoghi per come esistenti alla data del 2016, e quindi garantire la continuità imprenditoriale, salvaguardando i livelli occupazionali, onorando gli impegni economici assunti con la proprietà e con i fornitori, salvaguardando l’interesse della pubblica amministrazione alla buona ed efficiente gestione del demanio marittimo finalizzato ad attività turistico ricreativa nonché il decoro urbano”

Incendio lido Jonio, condannato il fratello del gestore

Il riconoscimento di vittima del racket

“Tutti gli episodi – continua Matilde Talotta – sono stati  denunciati ed insieme a questi anche  i gravissimi eventi lesivi subiti nonché gli autori degli stessi ottenendo Prefettura di Catanzaro e dallo Stato il riconoscimento dello status di vittima del racket delle estorsioni”.

Lo Stato le riconosce indennizzo come vittima del racket, lei per ringraziare offre 100 pizze gratis ai poveri

Quando il Comune di Catanzaro voleva far decadere la concessione intestata a Valentino Giovanni e l’impegno di Matilde Talotta per mantenere l’attività

“Il Comune di Catanzaro con nota del 6.2.2019 -prot. 12307 “Settore Patrimonio Provveditorato Partecipate”- testualmente dava atto “della conclamata inerzia del concessionario titolare della concessione demaniale marittima”, signor Valentino Giovanni, disponendo la “ripresa del procedimento di decadenza della concessione demaniale marittima n.283 del 10 giugno 2004 di cui al prot. 118557 del 15.12.2017 e successivo prot. 29528 del 23.3.2018.  Ma è stato tale l’impegno assunto nella conduzione del ramo di azienda , che nella successiva a maggio 2019 il Comune di Catanzaro con nota prot.49696 a firma del Dirigente di Settore Andrea Adelchi Ottaviani revocava la nota richiamata al punto che precede. Tale favorevole disposizione era assunta dall’Ente Comunale unicamente per via della diligenza mostrata concretamente proprio dai gestori  Matilde Talotta.

Ed infatti, su disposizione della Procura della Repubblica di Catanzaro, a proprie esclusive spese, abbiamo ripristinato lo stato dei luoghi a seguito del secondo incendio subito in data 6.1.2018 avviando i lavori necessari a garantire il rispetto di quanto decretato dall’ufficio  territorialmente competente e procedendo alla riedificazione dello stabilimento balneare conformemente alla planimetria depositata nell’anno 2016 dal titolare della CDM senza mai aumentare o modificare le sagome indicate nella SCIA presentata giustappunto nell’anno 2016”.

Esistono sospette abnormità nelle verifiche effettuate dagli organi comunali

Ed è qui la Matilde Talotta si rivolge al sindaco ma anche al Procuratore Gratteri: “Esistono  sospette abnormità risultanti dalle verifiche effettuate dagli organi comunali deputati al controllo –su cui si prega di investigare con estrema solerzia- da cui emerge una ponderazione differente nel tempo malgrado lo stabilimento non abbia mai mutato forma, volume e sagoma. Abbiamo sempre rispettato le leggi urbanistiche e le norme che disciplinano le concessioni demaniali marittime affidandoci in buona fede a quanto riferito dal titolare della concessione,  Giovanni Valentino, ed a ragione di ciò subendo gli esiti delle procedure amministrative attivate dall’Ente Comunale a carico della proprietà.”

Siamo vittime del racket, il sindaco applichi la legge e riconosca a noi la concessione demaniale non rinnovata al precedente concessionario

E alla fine della lettera che Matilde Talotta chiede ciò che la legge le consente: “Considerato altresì lo status di vittima del racket richiamando la ratio sottesa alla L.3/2012 che ha modificato la L.44/1999 laddove prevede che gli enti comunali possano sostenere gli imprenditori vittime di estorsione, chiediamo che i rappresentanti dell’Ente Comunale vogliano riconoscere a noi  la concessione demaniale marittima avente ad oggetto la medesima area già occupata dal  titolare della CDM 283/2004, ad oggi non rinnovata”.