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Giornata della Legalità, l’allarme di Confcommercio Catanzaro: l’usura cresce all’ombra del Covid

Dagli studi effettuati nell’ultimo anno è emerso che le nostre imprese stanno vivendo una crisi senza eguali: servono sostegni concreti

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Si è svolta oggi in diretta streaming l’ottava edizione della giornata della legalità di Confcommercio . I risultati dell’Ufficio Studi sono allarmanti: il Covid ha negativamente impattato sull’economia e sulle imprese, travolgendole e facendole sprofondare in una situazione disperata.

Confcommercio – ricorda il presidente di Confcommercio Pietro Falbo –  sia a livello nazionale che locale, ha più volte fatto presente alle istituzioni la gravissima situazione che si è venuta a determinare, chiedendo a gran voce sostegni e ristori più adeguati, soprattutto per il settore dei servizi, che più di ogni altro ha pagato dazio all’emergenza coronavirus. Il bilancio è estremamente preoccupante: sono circa 300mila imprese che rischiano di chiudere i battenti in modo definitivo.

La perdita quasi totale di fatturato e la conseguente crisi di liquidità, unitamente alle complicanze burocratiche tristemente note, in una situazione così eccezionale hanno dato il colpo di grazia alle imprese. A ciò si aggiunge, purtroppo, un elemento ulteriore: il fenomeno l’usura, cui è stata dedicata l’ottava edizione di “Legalità, ci piace!”, la giornata nazionale di Confcommercio dedicata alla legalità alla quale ha partecipato.

“Confcommercio Catanzaro da anni partecipa attivamente alla giornata della legalità, essendo il tema dell’usura molto sentito nel territorio – commenta Pietro Falbo, Presidente di Confcommercio Catanzaro- ma a causa della pandemia da Covid-19 il contributo apportato negli ultimi due anni è stato solo virtuale, non potendosi realizzare eventi in presenza ed in sicurezza.”

“Le nostre imprese hanno bisogno di sostegni concreti da parte delle istituzioni con indennizzi adeguati e tempestivi, moratorie fiscali e creditizie ampie ed inclusive, la sospensione e la rateizzazione degli impegni fiscali e possibilità più ampie di accesso al credito, e ciò non solo per poter portare avanti le proprie attività messe in ginocchio dalla crisi, quanto e soprattutto per non dover essere costrette, al fine di reperire la liquidità necessaria a fronteggiare le spese esistenti, all’usura, cadendo così in un circolo vizioso da cui è impossibile uscire indenni” continua Pietro Falbo, che aggiunge “alle nostre latitudini si paga un prezzo più alto per questo fenomeno, proprio per l’esistenza di un tessuto imprenditoriale più fragile. È proprio a questi imprenditori che vogliamo far sentire la nostra vicinanza”

Nel corso dell’ottava edizione della giornata della legalità, durante la diretta streaming nazionale, il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, ha presentato un’analisi sugli effetti dell’usura al tempo del Covid per le imprese e la percezione che le stesse imprese hanno del fenomeno, rilevando che rispetto al 2019 è più che raddoppiata la quota di imprenditori che ritiene aumentato il problema (27% contro il 12,7%), e sono a immediato e grave rischio usura circa quarantamila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio. Inoltre è emerso che la pandemia ha ulteriormente aumentato il divario tra Nord e Sud del paese, risultando il meridione più colpito dal fenomeno dell’usura e più restio alla denuncia, dal momento che il 94% degli intervistati ha dichiarato di non denunciare per paura idi ritorsioni.

“Dagli studi effettuati nell’ultimo anno è emerso che le nostre imprese stanno vivendo una crisi senza eguali ed il persistere dell’emergenza sanitaria e le continue chiusure, qualora non si provvederà senza ritardo con sostegni concreti, le spingeranno sempre di più a far ricorso all’usura, con ciò determinando il fallimento dello stato di legalità. Dobbiamo agire subito per arginare il fenomeno e garantire alle nostre imprese di poter operare in condizioni di sicurezza e con la fiducia della presenza delle istituzioni sia morale, ma soprattutto sostanziale”

 

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