Quantcast

Ordine Architetti, Cantisani risponde a Macrì: “Non si senta diffamato. Dichiarazioni colleghi esprimono disagio”

"Il presidente Macrì, più volte sollecitato a dare spiegazioni del perché non si è optato per il voto telematico non ha fornito significativa giustificazione. Perche?"

Devo riconoscere di essere rimasto molto amareggiato nel leggere il comunicato diffuso ieri sera dal Presidente Macrì – scrive . Biagio Cantisani già Presidente dell’Ordine PPC della Provincia di Catanzaro- il quale si è sentito diffamato e con lui il Consiglio dell’Ordine. Qualora ciò si fosse realmente verificato lo invito a rivolgersi alle autorità competenti; se invece questo termine lo afferisce a quanto si legge nelle dichiarazioni e sui social da parte di colleghi relativamente all’elezione per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine, allora forse il suo significato non credo possa essere quello evocato dal Presidente Macrì; mi sembra, al contrario, dalle notizie, dai comunicati e dai messaggi ecc. che traspare uno stato di disagio, e una preoccupazione seria per quanto sta succedendo.

Io per primo, con la lettera al Prefetto al Questore e alle altre Autorità cittadine, ho voluto affrontare la questione relativa al fatto che l’Ordine abbia indetto elezioni in presenza in un momento storico in cui ancora oggi abbiamo dei Comuni in zona rossa, quando avrebbe potuto farlo in sicurezza utilizzando una piattaforma elettronica messa a disposizione in forma assolutamente gratuita dal Consiglio Nazionale, notizia che, pur già riscontrata presso altri Ordini territoriali che stanno votando in questi giorni, mi è stata confermata ieri sera dal Segretario del Consiglio Nazionale degli Architetti. Infatti ad oggi solamente 4 Ordini su 22 al voto hanno scelto la via della elezione in presenza; gli altri tutti in forma telematica.

Il Presidente Macrì, più volte sollecitato a dare spiegazioni del perché non si è optato per il voto telematico non ha fornito ad oggi una significativa giustificazione.

Non metto assolutamente in dubbio che le misure di sicurezza poste in essere dall’Ordine per queste elezioni in presenza siano fatte nel rispetto delle regole; io stesso ieri ho visitato i locali dell’Ordine e ho potuto notare l’impegno e la professionalità della Segreteria che si avvale del prezioso contributo del Presidente e degli altri componenti del seggio, colleghe in gamba e meritevoli di un ringraziamento per quanto stanno facendo, e sono portato quindi a pensare e augurare che il tutto possa essere svolto nel migliore dei modi. Naturalmente forse nessuno si è posto il problema dell’eventuale affollamento che si può creare nelle attese e nelle code che si possono facilmente generare visti i tempi necessari alla cadenza controllata dei votanti.

Rimane e rimarrà comunque il grande dubbio del perché di queste elezioni in presenza, della impossibilità di offrire di un diritto al voto più ampio e soprattutto più sicuro”.