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Ordinanza scuola, il Codacons la spunta al Tar

Delineati i limiti entro i quali è possibile disporre la sospensione della didattica in presenza

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Il Tar dà ragione al Codacons e condanna la Regione sul punto 1 della famigerata ordinanza sulla chiusura delle scuole. Ma per capire la vicenda occorre fare un passo indietro. E risalire alle ragioni che hanno portato l’associazione consumatori ad appellarsi alla giustizia amministrativa.

I ricorrenti sono genitori di minori frequentanti scuole primarie e secondarie site nel territorio regionale, in particolare uno di essi è la madre una minore cui sono stati diagnosticati dislessia, discalculia e disgrafia.

 

Essi hanno impugnato l’ordinanza del Presidente facente funzioni della Regione Calabria è stata disposta la sospensione, in presenza delle attività scolastiche e didattiche delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado. Insieme a loro ha proposto ricorso Codacons O.n.l.u.s., associazione a tutela dei consumatori e degli utenti.

Con un ricorso articolato, premesso che il Tar ha già annullato analoghe ordinanze, delineando i limiti entro i quali è possibile disporre la sospensione della didattica in presenza, i ricorrenti contestano la violazione dell’art. 34 Cost., che garantisce il diritto all’istruzione, e deducono che il provvedimento impugnato si pone in contrasto rispetto alle misure di mitigazione del rischio da epidemia di Covid-19 assunte da ultimo con d.P.C.M. 2 marzo 2021; deducono ulteriormente l’eccesso di potere per perplessità dell’azione amministrativa, il travisamento dei fatti, la motivazione inesistente o comunque contraddittoria.

In estrema sintesi, il provvedimento adottato  di proporzionalità in relazione sia alla concreta situazione epidemiologica della Regione Calabria, sia al fatto che nessuna altra attività è stata oggetto di misure restrittive; e detterebbe una disciplina del tutto difforme da quella stabilita a livello statale, elaborata sulla base di approfonditi esami condotti dal Comitato Tecnico Scientifico all’uopo istituito, che dimostra un evidente favore per la didattica in presenza.

La decisione della Regione Calabria, poi, non terrebbe conto delle difficoltà che nel sud del Paese ci sono per l’accesso alla rete Internet e trascurerebbe completamente le esigenze degli alunni con bisogni educativi speciali.

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