Quantcast

Ciao Pierino, metti in cerchio gli angeli del paradiso e falli sorridere

Il covid porta via un'icona del quartiere Corvo. Lui, il signore dal sorriso contagioso

Più informazioni su

Pierì, mannaggia a te Pierì. Ogni giorno uno scherzo, un sorriso, una battuta e un continuo sfottò in mezzo a giovani e meno giovani del quartiere Corvo. Ti sei preso gioco di tutti per lunghissimi anni e incosciamente ci hai tenuto uniti dientro un nome ed un simbolo: Pierino. Non eri perfetto, a volte eri irritante nei tuoi ragionamenti un po’ stolti. Ma eri unico, simpatico e soprattutto buono. Nessuno, nemmeno i bambini di 10 anni, hanno mai osato chiamarti “signor Galeota”. E nessuno, nemmeno il giocatore più giovane che hai allenato in tanti anni in quel PalaGallo, ha osato chiamarti mister. Nossignore. Tutti, indistintamente, ti abbiamo sempre e semplicemente chiamato Pierino.

Accettavi tutto e tutti per quello che erano e per quello che potevano darti. Era bellissimo sentirti dire che facevi giocare “puru i genti ccu i pedi muntati ala storta” oppure ti immergevi in un torneo di carte allo storico “club” per il gusto di sfottere i tuoi amici anche quando vincevano. E poi le gridate. Si, le gridate. Non hai mai saputo parlare sottovoce perchè per tenere banco bisogna urlare e unire le persone attorno ad una panchina, una birra, seduti sul muretto. E finiva esattamente così: guagliò, veniti cca. Bastava qualsiasi pretesto per iniziare una scenetta di ore che colpiva lo sfortunato di turno. Una volta il giocatore che aveva sbagliato un gol; un’altra il perdente a scala 40; un’altra ancora il ragazzo che aveva trovato fidanzata o quello che correva troppo con la moto lungo le vie del quartiere. E poi tutto finiva sempre allo stesso modo: un sorriso e un abbraccio alla vittima del giorno.

E Natale? Capodanno? Te lo ricordi Pierì? Il brindisi al bar, al club e poi le partite a tombola a casa del prof. Napolitano che ti ha accolto come un fratello nonostante mille pregi, mille difetti e tantissime storie urlate da una famiglia pazzissima che si radunava a festa. Quattro figli, diversi da loro ma con il cuore buono e “fragile” come il tuo. Mario fa ancora tanto silenzio mentre Andrea prende in eredità il sorriso contagioso e una bontà d’animo impressionante. Guai a chi toccava la tua femminuccia e poi…nessun torto o dolore ti ha allontanato dalla tua prima immensa gioia di padre. E poi tua moglie, amata a tal punto di portarla con te ogni giorno a lavoro per poi andarla a riprendere. Casa tua era casa di tutti e hai scelto qualcosa che oggi ci fa terribilmente male: hai scelto di vivere non guardando in faccia la morte e la possibilità che ti posso accogliere. Lo hai fatto fino alla fine ma è una tua scelta e va rispettata. Le tue patologie pregresse ti invitavano a stare a casa nei tempi del covid, ma sul divano non saresti stato Pierino. E allora forse è giusto così, riposa in pace e veglia sulla tua famiglia e sul Corvo che ti ha voluto tanto bene. Buon viaggio, Pierino, semplicemente Pierino dal sorriso contagioso. 

Covid 19, il quartiere Corvo di Catanzaro piange l’amico di tutti Pierino Galeota

Più informazioni su