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Legge contro omofobia: Elena Bova, dissenso verso il pensiero di De Sarro

Una legge che vuole solo contrastare le discriminazioni, tanto presenti quanto violente, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e sulla disabilità

Mi sono candidata nel 2017 nella lista “Insieme per Nicola Fiorita” che ha permesso all’ing. Vincenzo De Sarro di diventare consigliere comunale. Poiché anche io ho contribuito alla sua elezione vorrei sottolineare il mio dissenso dalle posizioni da lui espresse sulla legge contro l’omofobia che i partiti del centro destra non vogliono approvare in parlamento. E’ quanto si legge in una nota di Elena Bova.

Una legge che vuole solo contrastare le discriminazioni, tanto presenti quanto violente, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e sulla disabilità. Quest’ultima, poi, dovrebbe essere per i cattolici al primo posto. La sessualità umana non può essere oggetto delle aspettative sociali, l’orientamento sessuale è prerogativa della libertà umana. Questo è il senso della legge, un passo avanti per affermare la nostra dignità e libertà.

Una lista civica, si dirà, non è un partito che condivide e chiede adesione ad un insieme di valori scelti e prende “parte” perché questo è il suo compito storico. Ma una lista civica esprime un’idea di città e quindi dei rapporti tra persone che sono la sua comunità. L’essere credenti e praticanti non comporta l’intolleranza e la paura del diverso da noi, perché questa è l’omofobia. Dio può aver creato il maschio e la femmina a sua immagine ma il suo amore è per ogni essere vivente. L’amore tra un uomo ed una donna non è l’unica modalità conosciuta, come la sessualità maschile non è il modello di riferimento della sessualità umana. Purtroppo ancora l’intolleranza e l’incultura considerano le differenze da sé come pericoli da contrastare o realtà da rimuovere anche e spesso con la violenza. I rapporti tra persone sono l’ossatura della società e danno l’idea della città in cui viviamo. Quando ci siamo candidati certo non abbiamo discusso di omofobia ma creduto in una Catanzaro accogliente, inclusiva, tollerante aperta alle differenze, proprio quella che la legge firmata Alessandro Zan può aiutarci a costruire”, conclude Bova.