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Angsa Catanzaro: ‘Il nostro impegno per il caso del piccolo Simonluca e le tante segnalazioni alla nostra associazione’

'La signora Biancardi e la sua tenacia dimostrano una sola cosa: non ci stiamo più, vogliamo fare in modo che i nostri figli vengano veramente inclusi e integrati'

Riceviamo e pubblichiamo a seguire la nota a forma dell’associazione Angsa Catanzaro

L’Angsa Catanzaro, – Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici Sezione Catanzaro – vuole esprimere  alcune considerazioni che emergono a seguito della vicenda che ha visto protagonista il piccolo SimonLuca di Soverato e sua madre, la signorara Irene Biancardi, nostra associata.

Nel mese di Gennaio, siamo stati contattati dalla signora Biancardi per avere un consiglio in merito alle problematiche avute con la Scuola e, come previsto dal nostro Statuto che si fonda sul sostegno psicologico e burocratico delle Famiglie di bambini e ragazzi autistici e come ampiamente previsto dalla Riforma del Terzo
Settore che auspica ad una collaborazione tra le Organizzazioni di Volontariato e le Istituzioni, abbiamo inviato, in data 17 Febbraio 2021, una Pec all’IC “Soverato 1” per far presente che la normativa vigente sull’inclusione delle persone con disabilità (D.Lgs. 66/2017) parla chiaramente di collaborazione tra Scuola,
Asp e Professionisti privati che seguono il bambino e che dunque, a fronte delle informazioni ricevute dalla famiglia del piccolo SimonLuca, la Scuola stava ponendo alla famiglia dei dinieghi che non avevano fondamento di legge.

In data 3 Marzo 2021, la Dirigente risponde affermando che da parte della Scuola “nessun dettaglio, né a livello educativo – didattico né normativo, è stato trascurato né è stata mai negata la collaborazione con le figure specialistiche segnalate dalla famiglia. È stata fatta presente solo la necessità di seguire la prassi…”.

Prassi che, per l’appunto, la signora Biancardi aveva ampiamente rispettato inviando la documentazione richiesta già il 12 Febbraio 2021. Da parte nostra, prendendo atto dell’apertura dimostrata dalla Dirigente con la sua risposta, abbiamo suggerito alla nostra associata di inviare richiesta di ingresso a scuola per i
Professionisti che seguono il bambino, convinti dell’esito positivo della richiesta: ma dopo 60 giorni dallarisposta della Dirigente, al piccolo SimonLuca viene ancora negato ciò che gli spetta per legge.

E per di più si è arrivati al punto in cui, Rappresentanti di Istituzioni pubbliche, per colmare le proprie mancanze, accusano e colpevolizzano una Madre, minacciandola di rivolgersi al Garante dell’Infanzia per aver messo allo sbaraglio, su Social e svariati mezzi di comunicazione, il figlio minore disabile.
All’inizio della Pandemia si leggeva “Ne usciremo migliori”…ma siamo sicuri di esserne usciti migliori?

In questi mesi, abbiamo ricevuto decine di segnalazioni da parte di Famiglie di persone autistiche: segnalazioni che, purtroppo, non fanno altro che ricordarci di essere gli ultimi, quelli sempre in fondo alla fila; quelli che devono spendersi ogni giorno per riempire il vuoto istituzionale che hanno intorno; quelli che
pretendono l’apertura della scuola perché non vogliono i figli in casa; quelli che non pensano alla salute delle Insegnanti obbligandole ad andare a scuola con i nostri figli; quelli che hanno un figlio troppo grave perché possa frequentare la scuola nell’orario completo; quelli che non hanno gli Assistenti educativi specializzati perché i Comuni non hanno i soldi; quelli che ricevono solidarietà e vicinanza solo il 2 Aprile e che per il resto dell’anno vivono la propria condizione da soli.

Ma la signora Biancardi e la sua tenacia dimostrano una sola cosa: non ci stiamo più, vogliamo fare in modo che i nostri figli vengano veramente inclusi e integrati nella società e vogliamo che vengano considerati persone. E in questo nostro percorso, vogliamo che le Istituzioni siano al nostro fianco…da parte nostra la
volontà c’è, ma dalla loro?

Il Presidente Alfonso Ciriaco
La Vice Presidente Maria Concetta Faustini
Le Consigliere Annamaria Lucchino, Francesca De Caro e Daniela Dante