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Il Centro polivalente di Catanzaro intitolato a Maurizio Rossi: Ricordo di un cittadino che ha onorato Catanzaro

"Maurizio ha dato amore. Venne colpito da una malattia devastante ed invalidante fin dalla tenera età, crebbe bersagliato  continuamente da sventure, fu privato dell'età felice dell'infanzia, ma mise da parte il suo dolore per guardare al di là del  muro della disperazione che si ergeva innanzi a lui"

Riceviamo e pubblichiamo a seguire l’intervento a firma di Giancarlo Rossi

“UN  UOMO  NON  MUORE  MAI  SE  C’È  QUALCUNO  CHE  LO  RICORDA” Prendo in prestito questa frase del poeta Ugo Foscolo per parlare di Maurizio Rossi che undici lunghi anni fa ha lasciato, una mattina, questo mondo per salire in alto, oltre le nuvole e le stelle,  a raccogliere il premio a lui riservato per la sua vita sofferta ed operosa.

È partito, preferisco dire io perché non credo nella morte come annullamento del tutto, ma credo al contrario nel passaggio da una dimensione materiale ad una dimensione spirituale dove la sua intelligenza, i suoi sentimenti ed i suoi pensieri raccolti in una forma di energia (come non solo la religione ci insegna, ma anche la scienza sta studiando) continuano a sussistere per sempre. Ma anche qui è  rimasto qualcosa e non mi riferisco al corpo racchiuso in un loculo, ma al ricordo che ha lasciato nella cittadinanza, in quelle innumerevoli persone che lo hanno conosciuto o che hanno lavorato e collaborato con lui ammirandolo.

Rivolgo queste parole alla città di Catanzaro, ma  soprattutto ai giovani che, smarriti nei meandri di una società decadente ove i veri valori sembra siano stati sepolti e non vengono più proposti, mentre incalzano gli esempi negativi, sono alla ricerca di figure di riferimento sulle quali orientare la propria vita per darle un senso.

Cosa ha fatto il nostro concittadino Maurizio, persona delle più umili, per lasciare un ricordo cosi vivo e indelebile?

Ha fatto la cosa più bella che si possa fare nella vita, quella che se fosse praticata da tutti cambierebbe il corso della storia e le sorti del mondo.

Maurizio ha dato Amore!

Amore inteso nel senso più vasto, nobile, elevato e disinteressato del termine.

Venne colpito da una malattia devastante ed invalidante fin dalla tenera età, crebbe bersagliato  continuamente da sventure, fu privato dell’età felice dell’infanzia, ma mise da parte il suo dolore per guardare al di là del  muro della disperazione che si ergeva innanzi a lui.

Al di là di quel muro vide lo sterminato panorama delle sofferenze umane e percorrendo le strade di ogni giorno con la generosità del suo sguardo vide mille mani protese in una invocazione di aiuto.

Vide la disperazione dei giovani senza lavoro o sottoccupati vittime di una impostazione economica che nella scala dei valori pone il profitto al di sopra dell’uomo; vide la tristezza delle giovani donne che non possono concedersi la gioia della maternità perché non hanno un futuro; lo smarrimento dei bambini con le famiglie spezzate; le mani tese dei mendicanti, sempre più numerosi, che più che una moneta implorano una parola e un briciolo di calore umano che restituiscano loro, sia pure per un attimo, la dignità perduta; gli ammalati che non dispongono del minimo denaro per curarsi; la miseria economica che spesso porta con se il degrado morale; l’impossibilità per tanti di accedere all’istruzione; i disabili abbandonati negli  istituti o reclusi in casa; la sofferenza dei tossico-dipendenti; l’esclusione dai diritti; le sopraffazioni sui deboli; lo schiavismo dei nostri tempi; la violenza di genere dai contorni sempre più disgustosi e tragici.

Porse l’orecchio alle voci dei disperati che avvitandosi si univano in una assordante invocazione di aiuto.

Con la sua profonda sensibilità colse tante situazioni ben più gravi di quella che stava dolorosamente vivendo attenuata comunque dell’appoggio amorevole ed incondizionato della  famiglia. Cercò il modo per stringere tutte quelle mani con la sua profonda umanità.

Si inserì pertanto nelle associazioni di volontariato utili al compimento dei suoi propositi.

Lo si vide allora salire, senza le gambe, le scale dei Palazzi per presentare le istanze dei diseredati e senza la voce gridare per reclamare i diritti dei più umili, mentre elargiva, nel più assoluto riserbo, il poco che aveva. La forza che lo sosteneva era la forza dello Spirito.

Fu, per un periodo di tempo Assessore comunale ai Servizi Sociali (oggi Politiche Sociali)

L’Amministrazione lo ricordò come un uomo che “non chiese mai favori”, lui che aveva bisogno di tutto e che viveva in una Società dove l’unico scopo della vita di molti sembrava e purtroppo sembra ancora quello di correre all’accaparramento del denaro e dei privilegi.

Dimostrò che si può,  si deve, vivere in modo diverso accantonando gli egoismi che chiudono le persone in se stesse rendendole sorde ai bisogni altrui.

Portando a maturazione grandi valori morali accoglieva chiunque, senza distinzioni di appartenenza sociale o razziale, poveri e ricchi perché anche i ricchi hanno le loro disperazioni.

Ci ha lasciato un grande insegnamento che nelle sue  poche parole racchiude il valore di un testamento spirituale da lasciare alle nuove generazioni:

RINUNCIARE A SE STESSO, VIVERE PER GLI ALTRI, DARE L’ESEMPIO CON IL PROPRIO DOLORE, AMARE TUTTI SENZA RISERVE E SENZA NULLA CHIEDERE IN CAMBIO.

Ci ha dimostrato che “L’ Amore vince sempre” e che “Solo l’ Amore è la grande speranza del mondo”.

In riconoscimento alla sua meritoria attività il comune di Catanzaro deliberò di intitolargli, a perpetuo ricordo, l’edificio che ospita il Centro Polivalente sito in via Fontana Vecchia.  La cerimonia, dopo la ratifica della Prefettura, si tenne il 5 maggio 2018 con la presenza degli Assessori comunali Alessio Sculco ed Alessandra Lobello e con la partecipazione di un numeroso pubblico soprattutto di operatori nel volontariato.

ORA, A DISTANZA DI DUE ANNI, ABBIAMO APPLICATO SOPRA LA PORTA DI ACCESSO AL CENTRO UNA TARGA DI DIMENSIONI MAGGIORI, PERTANTO BEN VISIBILE.

Maurizio covava in se il sogno di un mondo migliore, senza barriere e senza pregiudizi, un mondo di giustizia, di verità e di libertà. Un mondo ove i diritti vengono riconosciuti e dove non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Un sogno difficile e lontano dal realizzarsi, ma di cui Maurizio ha indicato la strada e di cui bisognerà parlarne con le nuove generazioni.

Se il sogno andrà in porto vedremo sbocciare i fiori lungo le strade ed il nostro cammino diventerà più leggero.

Questa è stata, sinteticamente narrata, la storia di Maurizio, un cittadino che ha onorato Catanzaro”.