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La Navylos passa al contrattacco: “Concessioni demaniali nel quartiere marinaro? E’ tutto abusivo”. E firma una querela

Il giorno dopo aver perso al Consiglio di Stato la società che gestiva i pontili del Porto mette nero su bianco nomi di Lidi e allega fotografie

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Passa all’attacco la Navylos srl. Dopo aver perso al Tar e al Consiglio di Stato, il giorno dopo l’amministratore prende carta e penna e  pone in essere la sua strategia, coinvolgendo tutto e tutti firmando una querela inviata alla Procura di Catanzaro, ma anche a quella di Salerno, al ministero, alla Corte dei conti alla capitaneria di porto ed in ultimo al comune di Catanzaro.

Una querela in cui l’amministratore della società denuncia situazione di totale irregolarità relativa alle concessioni demaniali nell’area portuale di Catanzaro Lido e più in generale sulla gestione delle concessioni relative ai lidi situati nel quartiere marinaro

“Tutto – scrive la Navylos- sta avvenendo sotto lo sguardo delle autorità preposte quando – continua la querela – sarebbe doveroso impedire la posa in opera di alcune strutture che in alcuni casi risultano operanti nel settore della ristorazione offrendo servizi bar – ristorante e servizi alla nautica per ciò che attiene i cantieri- Il problema riguarda anche i cantieri nautici situati nella zona portuale e che costituiscono anche un problema per la sicurezza stradale”.

Il documento è corredato da foto a riprova delle tesi sostenute in particolare per due lidi, che alla data della querela, risultano già perimetrati.

La Navylos, nella  querela presentata,  chiede di procedere per i reati per abuso d’ufficio e omissione in atti d’ufficio, nei confronti di tutti i funzionari e agenti dello Stato che tollerano o favoriscono l’evidente occupazione abusiva dell’area demaniale marittima, chiedendo la loro punizione  e di tutti coloro che occupano abusivamente, essendo le concessioni  scadute tutte a dicembre 2020.

Come se non bastasse l’amministratore chiama in causa anche gli ufficiali della capitaneria di porto : “al fine di capire – scrive – se siano a conoscenza dello stato di abusivismo dei lidi e dei cantieri nautici e ciò al fine di stabilire se è ignorata la circostanza, o se vi siano altri motivi, che giustificano questa omissione”

A questo punto, nonostante le situazioni di cui l’amministratore della Navylos parli, senza fare comunque riferimento a nomi di persone o società –  a parte il particolare delle foto che identificano due situazioni –  siano note a tutti, la domanda da porsi è anche che ruolo abbiano avuto fino ad ora gli organismi comunali competenti per controllo sui territori.

Al di là dell’emergenza Covid infatti, l’abusivismo nel quartiere marinaro è stato “tollerato” in nome di un interesse che è parso più grande, quello della salvaguardia dell’economia del settore. Ma quel tempo ora che gli interessi di più di uno iniziano a essere toccati, sembra finito.

Il punto è, qualcuno pagherà per non avere messo istituzionalmente la parola fine a queste situazioni, qualora ciò che racconta Navylos sia vero e verificabile?

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