Quantcast

Roberto Rizza: “Oggi è la giornata internazionale dell’infermiere. Troppo facile chiamarli eroi”

"Le indennità promesse non sono state ancora corrisposte e nei reparti nulla è ancora cambiato"

Più informazioni su

    Oggi, 12 maggio, è la giornata internazionale dell’infermiere. Peccato che gli infermieri calabresi, così come tutto il nostro personale sanitario, stiano ancora aspettando le indennità aggiuntive per la lotta in prima linea contro il Covid.

    In questi mesi si è detto tanto sulla sanità, tantissimo sulla nostra sanità calabrese, ma forse troppo poco si è detto sulle condizioni in cui infermieri e personale sanitario sono costretti a lavorare. Nel merito ho quasi l’impressione che le difficolta quotidiane stiano rappresentando la normalità e che ci si sia arresi alla fatalità del momento nella convinzione che tanto fare di più è impossibile.

    Contrariamente io penso che la discussione sulla condizione dei lavoratori, gli stessi che più che essere chiamati eroi vorrebbero essere messi nelle condizioni di lavorare in maniera più sicura e più dignitosa, debba essere al centro del dibattito, per costruire un nuovo paradigma del comparto che metta al centro, sempre, il paziente, le cure e i lavoratori.

    Le proteste degli scorsi mesi e gli interventi che oggi si susseguono a mezzo stampa non hanno ancora portato a nulla di nuovo. Ed è bene non perdere l’occasione per ricordarlo.

    La Calabria non è ancora riuscita ad utilizzare tutte le risorse destinate all’emergenza Covid sia per il potenziamento dei reparti e sia, in parte, per il reclutamento di nuovo personale. Ma non solo. Nella nostra regione le graduatorie continuano ad essere ferme ed i contratti non rinnovati, i precari continuano ad essere precari e di nuovi concorsi non vi è traccia. Sullo sfondo una assolutamente non sufficiente presa di posizione da parte delle forze politiche in merito alla questione della spesa storica e sul riparto del fondo sanitario nazionale.

    Tutte criticità che compromettono i livelli essenziali delle prestazioni per i cittadini e allontanano le soluzioni tanto attese quanto dovute: dall’esigenza di riorganizzare la rete ospedaliera e la medicina territoriale ad un rapporto diverso e più giusto tra sanità pubblica e privata, dalla quantificazione e dal risanamento del debito sanitario al merito e alla professionalità come unici criteri di selezione e carriera nell’intero comparto sanitario.

    «Ovunque per il bene di tutti» è lo slogan della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche per la giornata di oggi. In Italia gli infermieri sono oltre 450mila: 5,8 ogni mille abitanti contro la media Ocse che è pari ad 8,8.
    Oggi, a loro, lontani dalla retorica delle giornate dedicate e lontani dall’ipocrisia della candidatura al premio Nobel per la Pace 2021, rivolgiamo la nostra gratitudine per l’impegno e l’abnegazione. Di ogni giorno e nelle avversità di un sistema che va assolutamente cambiato.

    Più informazioni su