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L’atto aziendale della Materdomini non è l’unico punto di scontro. Stretta del Commissario sulle consulenze che nascondono veri rapporti di lavoro

Gli animi di De Sarro e Giuliano non si placano. Ma sullo sfondo restano i non detti e gli invisibili

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Chi pensa che l’atto aziendale dell’azienda ospedaliera Mater Domini sia l’unico punto di frizione tra il Rettore ed il Commissario,sbaglia.

Ci sono le rivendicazioni, ma soprattutto sullo sfondo restano i non detti.

Le rivendicazioni, apparentemente riguardano i Dai, dipartimenti aziendali integrati, non presenti nell’atto, che oggi il Rettore rivendica, ma che erano gli stessi dipartimenti che il precedente commissario Zuccatelli aveva “promesso” . Eppure, anche in quel caso De Sarro aveva parlato di atto “irricevibile”.

Poi ci sono le cose che “aleggiano

I 100 milioni di debito della Fondazione Campanella, il mostro giuridico che ha drenato risorse economiche senza portare alcun risultato alla sanità calabrese e alcun valore aggiunto all’Università stessa, continuano a pesare come fantasmi che non vanno via, malgrado qualcuno tenti di scacciarli, senza ovviamente riuscirci.

Da non sottovalutare il ruolo delle  persone che in realtà non ci sono più fisicamente e nei ruoli.

Gente che però  continua a provare a dettare una linea, magari decidendo anche dei destini di alcuni che sarebbero, ad avviso degli “invisibili” manovratori, da esautorare,  a favore di altri, esautorati per diversi motivi, e pronti a risalire in sella.

E alla fine di tutto, non meno importanti , esistono le decisioni, quelle scritte, pubblicate su albo pretorio.

Le scelte  per le quali il commissario Giuseppe Giuliano esercita i poteri conferitegli dal decreto Calabria, ma che fanno tremare i polsi di chi soprattutto, mascherando la prestazione come consulenza, effettivamente eserciterebbe  un vero e proprio lavoro in strutture  private.

Mercoledì scorso sull’albo pretorio dell’Azienda ospedaliera Materdomini è stato pubblicato un regolamento “in materia di incarichi extraistituzionali”.

Tredici pagine che qualcuno potrebbe giudicare un atto di routine.

Se non fosse che all’articolo 8 è espressamente detto cheLa richiesta di autorizzazione allo svolgimento dell’attività extraistituzionale deve essere indirizzata al Direttore Generale e può essere presentata dal dipendente interessato, utilizzando l’apposito modulo allegato al presente regolamento, unitamente alla lettera di incarico dell’ente conferente, o dal soggetto pubblico o privato che intende conferire l’incarico. Il responsabile della struttura, o in caso di assenza o di inerzia il Direttore Medico di Presidio, presso la quale il dipendente presta servizio deve obbligatoriamente esprimere il proprio parere in merito alla richiesta di autorizzazione, previa verifica che l’incarico non sia incompatibile in ragione della continuità o della gravosità dell’impegno richiesto, con l’attività e gli impegni istituzionali del dipendente interessato. Nel caso in cui il richiedente sia responsabile di struttura complessa il parere obbligatorio deve essere espresso dal Direttore del Dipartimento di afferenza, ovvero, in attesa della prossima adozione dell’Atto Aziendale, dal Direttore Amministrativo e/o dal Direttore Medico di Presidio per area di competenza.

L’ultima frase lascia dunque intendere in maniera inequivocabile che nell’atto aziendale si fa espresso riferimento alla questione nell’atto aziendale.

Ma nel primo articolo del regolamento si legge anche : “ Il presente regolamento disciplina le tipologie, i criteri e le procedure per il rilascio al personale dipendente dell’autorizzazione da parte dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater Domini” per l’esercizio di attività extraistituzionali, non comprese nei compiti e doveri di ufficio, ai sensi dell’art. 53 del D. Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001 e successive modifiche ed integrazioni. Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano ai dipendenti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Mater Domini” (di seguito denominata AOUMD) con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o a tempo parziale con prestazione lavorativa superiore al 50% di quella a tempo pieno. Il presente regolamento disciplina, quindi, tutti gli incarichi non compresi nei compiti e doveri d’ufficio, conferiti dalla stessa Amministrazione di appartenenza o da soggetti giuridici terzi, pubblici o privati, ai dipendenti dell’Azienda Ospedaliera. Per i docenti universitari convenzionati per lo svolgimento dell’attività assistenziale presso l’Azienda Ospedaliera, l’autorizzazione a svolgere l’incarico è di competenza dell’Università di appartenenza del docente, previo nulla osta dell’Azienda Ospedaliera, da rilasciarsi mediante applicazione del presente regolamento. Nell’ambito del rapporto convenzionale o con apposita procedura condivisa, le Amministrazioni stabiliscono le modalità di coordinamento per l’istruttoria volta al rilascio dell’autorizzazione. Le attività non rientranti nel regime della libera professione intramuraria sono assoggettate alla disciplina prevista dal presente regolamento. Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente regolamento le attività rientranti nel regime della libero professione intramuraria”.

E si mormora che vi sia chi è già pronto ad impugnare il regolamento.

Insomma se il piano aziendale di Zuccatelli era irricevibile per il Rettore, l’atto di Giuliano diventa quasi una “gabbia” per gli “universitari”.

Senza dimenticare però che il decreto Calabria e più in generale il commissariamento conferiscono al delegato della Regione individuato da un delegato di Governo di agire con i pieni poteri.

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